Si sono recati presso un ristorante Pizzeria di Reggiolo poco dopo la mezzanotte, quando il locale era già chiuso, e con l’ausilio di un “piede di porco” hanno forzato la porta di ingresso riuscendo ad aprirla. Entrati all’interno del locale scattava l’antifurto, quindi si davano alla fuga. Si tratta di tre giovani di 23, 19 e 17 anni, che i carabinieri della Stazione di Reggiolo al culmine delle indagini supportate dalle riprese video del sistema di videosorveglianza posto all’interno ed all’esterno del locale, hanno identificato quali presunti autori del tentato furto.

Per questi motivi, con l’accusa di concorso in furto aggravato, hanno denunciato in stato di libertà all’A.G. minorile del capoluogo felsineo e alla Procura di Reggio Emilia, un 17enne e un 19enne ed un 23enne residenti in provincia di Reggio Emilia e Modena, in ordine al reato in concorso di tentato furto aggravato. Il relativo procedimento, in fase di indagini preliminari, proseguirà per i consueti approfondimenti investigativi al fine delle valutazioni e determinazioni inerenti all’esercizio dell’azione penale.

I fatti risalgono alla notte del 7 febbraio scorso, quando i tre presunti autori del tentato furto si sono recati inizialmente presso la pizzeria, girovagando con fare sospetto per un primo sopralluogo e dopo qualche ora sono tornati presso il ristorante, lì dove, mentre gli altri due facevano da palo, il terzo giovane estraeva dai pantaloni della tuta un piede di porco e forzava la porta di ingresso, a metterli in fuga è l’allarme del locale. Il giorno successivo il proprietario del ristorante si presentava presso la stazione dei carabinieri di Reggiolo per formalizzare la denuncia, rappresentando ai militari che il locale risultava fornito di telecamere di videosorveglianza sia interne che esterne. Da qui le immediate approfondite indagini dei militari reggiolesi che dopo aver visionato i video ed estrapolato i frame delle immagini delle telecamere riuscivano a risalire ai tre presunti autori del tentato furto i quali venivano denunciati, uno alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Bologna e gli altri due giovani alla Procura reggiana.









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