I Finanzieri del Comando Provinciale di Bologna, nell’ambito delle ordinarie attività di polizia economico–finanziaria di prevenzione e contrasto al lavoro nero, attuato soprattutto tramite il servizio 117, hanno eseguito un controllo nei confronti di un agriturismo di Granarolo dell’Emilia riscontrando l’impiego di manodopera “in nero”.

In particolare, le fiamme gialle del 1° Nucleo Operativo Metropolitano, hanno rilevato come più della metà del personale impiegato prestasse la propria attività lavorativa in totale assenza di qualsiasi rapporto di lavoro, e, dunque, in assenza di una reale tutela assicurativa, assistenziale e previdenziale: nello specifico su 8 lavoratori presenti al momento dell’accesso, sei sono risultati irregolari, 5 italiani e un nordafricano.

Al termine dell’ispezione è stata comminata una maxi-sanzione di 22 mila euro al rappresentante legale dell’agriturismo, oltre alla sospensione dell’attività.

L’attività della Guardia di Finanza risponde all’esigenza di contrastare il lavoro sommerso, che, oltre a sottrarre risorse all’Erario, mina i diritti dei lavoratori – spesso sfruttati – nonché degli imprenditori onesti e rispettosi della legalità, danneggiati da una concorrenza sleale.

In quest’ottica, dall’inizio dell’anno nella provincia di Bologna sono stati scoperti oltre 120 lavoratori “in nero”.