Nell’ambito della quinta edizione dell’iniziativa Climbing for Climate organizzata dalla Rete delle Università per lo Sviluppo sostenibile – RUS e dal Club Alpino Italiano – CAI, Unimore e il CAI – sezioni di Sassuolo e Modena propongono per venerdì 29 settembre, dalle ore 17.30, un “Trekking Urbano alla scoperta di Modena e del suo clima”.

Si tratta di un percorso ad anello di 4km nel cuore di Modena per fare conoscere alla comunità cittadina alcuni luoghi simbolo della città e nel contempo parlare di cambiamento climatico, tutela della biodiversità e di sviluppo sostenibile. Al termine dell’itinerario sarà possibile visitare l’Osservatorio Geofisico, nella sommità della Torre di levante del Palazzo Ducale di Modena (Piazza Roma 22), aperto fino alle 23.30 in occasione della Notte Europea della Ricerca (non sono presenti ascensori o montacarichi).

“Questa iniziativa di trekking urbano si propone di far conoscere o riscoprire ai partecipanti alcuni luoghi caratteristici del centro di Modena, evidenziando aspetti ambientali che sono oggetto di ricerche svolte in Unimore, come il gli studi sul cambiamento climatico e sugli impatti di esso sulla biodiversità. La scelta di un percorso cittadino promuove la sostenibilità: nasce dall’intenzione di ridurre gli spostamenti e quindi con l’auspicio di rendere possibile la partecipazione ad un maggior numero di persone superando eventuali limiti logistici” commenta la Prof.ssa Grazia Ghermandi, Delegata dal Rettore per la Sostenibilità in Ateneo.

“Il tema dei cambiamenti climatici è decisamente connesso con le dinamiche della città, tanto che nella lunga serie storica di temperatura raccolta dall’Osservatorio Geofisico vediamo che gli inverni e le estati passate erano decisamente più freschi di quelle odierni. È quindi affascinante l’idea di proporre un itinerario attraverso Modena cercando di affiancare la storia di quei luoghi raccontando nel contempo come era il clima nel passato e contemporaneamente parlare dei problemi presenti, come ad esempio il fenomeno dell’isola di calore urbano oppure gli eventi estremi”, aggiunge il Prof. Sergio Teggi, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Geofisico di Modena.

Giovanna Barbieri (sezione di Sassuolo) ed Enrico Pinelli (presidente della sezione di Modena) ricordano che il CAI aderisce ad Asvis, l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, oltre ad essere riconosciuto dal Ministero quale Associazione ambientalista di interesse nazionale: “Nei nostri corsi infatti non ci limitiamo a trasmettere le conoscenze tecniche per muoversi in montagna in sicurezza, ma cerchiamo di riflettere insieme agli allievi sulle buone pratiche per una frequentazione sempre più consapevole e rispettosa dell’ambiente naturale montano”.

Giunto alla quinta edizione, il CFC è nato nel 2019 su iniziativa dell’Università degli Studi di Brescia, che quest’anno, insieme alla sezione CAI di Brescia, ha coordinato l’organizzazione di un evento di rilevanza nazionale, tornando sui ghiacciai del gruppo dell’Adamello dopo quattro anni dalla prima edizione dell’evento, il 30 e 31 Luglio 2023.

L’evento è patrocinato dal Comune di Modena, dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica – MASE, dalla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane – CRUI, dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile – ASviS, dal Comitato Glaciologico Italiano – CGI.

Maggiori informazioni sul sito https://www.ossgeo.unimore.it/