
Un altro nostro compito fondamentale, che ci spetta come istituzione, è quello di fornire a tutti – a partire dai nostri studenti – gli strumenti culturali e scientifici idonei per capire una situazione storica e politica drammatica. Migliaia di studenti, tutti i giorni, sono educati a un pensiero critico che consentirà loro di formarsi un quadro articolato di questa e altre situazioni di conflitto, e anche di alimentare un’opinione personale adeguatamente fondata e adeguatamente attenta alla complessità.
Anche per questo, in una comunità che si pone l’obiettivo di suscitare il confronto critico fra le idee, non c’è da stupirsi che spontaneamente emergano posizioni differenziate. A un Ateneo come il nostro, orgoglioso del suo pluralismo, non compete adottare questa o quella visione, ma alimentare un dibattito collettivo che contribuisca a un’analisi non semplicistica di temi rilevanti e complessi come questo. Purché tale dibattito si svolga nel rispetto reciproco e muova dalla ferma condanna di ogni attacco ai diritti umani.
Questo continueremo a fare con convinzione, ribadendo i principi del nostro Statuto, che discendono dai principi della Costituzione. Una Costituzione che, notoriamente, nel suo art. 11 ci impegna a ‘ripudiare la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali'”.




