
Si tratta di un intervento motivato anche dall’esigenza di compensare le dinamiche che hanno fortemente rallentato l’applicazione della misura: frammentazione legislativa, modifica del quadro di riferimento iniziale sia normativo che economico, incertezze interpretative, blocco della cessione dei crediti.
In questo contesto la mancata proroga metterebbe a rischio migliaia di cantieri e determinerebbe effetti devastanti sia sul fronte economico che occupazionale, coinvolgendo non solo le imprese, ma anche tutta la filiera e le figure professionali coinvolte nei lavori di efficientamento energetico e di riqualificazione del patrimonio immobiliare.
Lo stop immediato avrebbe inoltre conseguenze facilmente prevedibili: lavori non ultimati, proliferazione di contenziosi, fino alla possibilità di sequestri preventivi delle proprietà immobiliari, rischio per la sicurezza nei cantieri a causa della rincorsa esasperata a finire i lavori entro il residuo tempo rimasto.
Il Collegio Imprenditori Edili dell’Emilia ritiene quindi fondamentale consentire una gestione dei lavori che permetta di concludere in modo adeguato il regime del 110% per poi ridefinire una politica sostenibile di incentivi fiscali in edilizia. Ora è il momento di scongiurare il rischio di lasciare sui territori opere incompiute, controversie giudiziali e conseguenti crisi produttive e occupazionali.
Il rischio che si crei una situazione insopportabile, non solo sul piano economico, a carico di decine di migliaia di persone – cittadini proprietari di abitazioni, società che amministrano i condomini e imprese di costruzioni – è decisamente concreto tanto che si sta anche valutando di dare vita a una Class Action.


