
Ancora una volta, la riduzione del tasso di inflazione si deve prevalentemente al forte rallentamento su base tendenziale dei prezzi degli energetici. Il valore risulta, inoltre, in lieve calo anche a livello congiunturale mensile, con una variazione negativa dello 0,6 %, in linea col decremento del mese precedente. Sono i principali dati che emergono dai rilievi dello stesso indicatore, sulla base dei prezzi registrati in città dal servizio Statistica comunale secondo le disposizioni Istat.
In novembre, in particolare, i dati per tipologia di prodotto registrano un valore congiunturale in calo (- 0,9 %) sul totale dei beni; scendono infatti i beni energetici (- 3,9 %) accompagnati da: beni non durevoli (- 0,9 %); beni durevoli (- 0,6 %); altri beni (- 0,5 %); beni non regolamentati (- 0,9 %); beni alimentari (- 0,1 %). Il totale dei servizi risulta anch’esso in calo (- 0,3 %): nello specifico, segno meno per i servizi relativi ai trasporti (- 1,2 %); servizi non regolamentati (- 0,3 %); servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (- 0,3 %). Crescono i servizi vari (+ 0,4 %).
La divisione “Servizi sanitari e spese per la salute” (+ 0,6 %) è quella con l’aumento percentuale più rilevante: variazioni positive diffuse interessano, infatti, servizi medici; servizi dentistici; servizi paramedici e attrezzature/apparecchi terapeutici.
Segue, con un lieve incremento dello 0,2 %, “Altri beni e servizi”: il debole rialzo scaturisce dai rincari riguardanti: gioielleria ed orologeria; altri effetti personali; servizi finanziari.
Le restanti nove divisioni registrano segno negativo. La divisione che in novembre 2023 segna il calo più significativo è, come già il mese scorso, “Comunicazioni” (- 1,9 %, categoria a intera rilevazione centralizzata nazionale). Nel dettaglio, la flessione è imposta dai decrementi di prezzi che riguardano gli apparecchi telefonici.
Poco dopo, con un – 1,5 %, si attesta “Trasporti”. L’andamento di questa divisione riflette spesso quello della classe dei carburanti; infatti, con i cali di quest’ultimi, va in flessione anche l’intera categoria. Prezzi più bassi pure per i servizi relativi ai mezzi di trasporto privati (come noleggio e autorimessa) e il trasporto aereo.
Per “Abitazione, acqua ed energetici” la riduzione è dell’1,4 %: prosegue, e si intensifica, la frenata di luce e gas, a novembre in calo anche a livello congiunturale. Rincari lievi per gli affitti, mentre le spese condominiali risultano invariate.
“Ricreazione, spettacolo e cultura” regista un – 1 %. Anche in questa categoria si osservano diverse contrazioni: animali domestici e relativi prodotti; computer e simili; TV; articoli sportivi; libri e giornali.
“Istruzione” fa segnare – 0,7 %: in novembre calano i prezzi dei corsi d’istruzione e formazione. Sono stabili, invece, l’istruzione primaria, secondaria e universitaria.
Per “Servizi ricettivi e ristorazione” la flessione è dello 0,6 %. In particolare, continuano a frenare i prezzi dei servizi d’alloggio. Rincari interessano, invece, ristoranti e bar.
Il calo per “Mobili, articoli e servizi casa” è dello 0,4 %: calano le spese relative ai grandi e piccoli elettrodomestici, oltre ai beni non durevoli per la casa (come detersivi e detergenti) e ai mobili.
La flessione per “Abbigliamento e calzature” è dello 0,2 % in conseguenza di una debole diminuzione che riguardano gli indumenti. Ferme le quotazioni delle calzature.
Modesto calo dello 0,1 % per “Alimentari e bevande analcoliche”. Sono le flessioni che coinvolgono vegetali, latticini e pane e carni a spostare l’asticella verso il “meno” nella prima divisione. In salita, viceversa, i prezzi della frutta.
Infine, risulta invariata la divisione “Bevande alcoliche a tabacchi” (categoria a intera rilevazione centralizzata nazionale).
Sul sito del Servizio statistica del Comune (www.comune.modena.it/servizio-statistica/pagine-tematiche/prezzi) sono consultabili anche i dati sull’inflazione dei mesi precedenti.



