
Il percorso intrapreso è molto importante e il nostro ringraziamento congiunto va al Comitato dell’Erbazzone Reggiano per l’impegno intrapreso nel processo di valorizzazione ufficiale del prodotto.
Le DOP e IGP dell’Emilia-Romagna valgono circa 3,5 miliardi di euro di volume d’affari; sono un biglietto da visita straordinario per il mercato domestico e verso i paesi terzi. Questo percorso è necessario per l’erbazzone perché ne irrobustisce la commercializzazione e lo tutela dalle imitazioni. Il nostro obiettivo finale deve essere la valorizzazione dell’erbazzone che rappresenta una tradizione di centinaia di anni: è un prodotto identitario per tutta la provincia, un ricordo di infanzia e di famiglia, molto legato alle nostre comunità. L’ottenimento dell’IGP significherebbe un beneficio per il territorio, la legittima garanzia per salvaguardare una tradizione condivisa e amata dai reggiani.
Ora un’azienda fuori regione ha fatto opposizione: seguiremo tutti i percorsi giuridici e amministrativi necessari e ci auguriamo che questo fatto non interrompa un percorso valido, corretto e fondamentale per l’erbazzone.
Ora il comitato dell’erbazzone reggiano dovrà presentare le proprie controdeduzioni al Ministero, che dovrà valutare a sua volta.
Auspichiamo di essere coinvolti, anche per garantire al meglio le condizioni di tutela e valorizzazione. Del resto non si tratta della prima volta che in un percorso del genere si è manifestata un’opposizione, e abbiamo sempre lavorato per provare a superare tutte le difficoltà”.
Così Mariafrancesca Sidoli, assessore comunale a Commercio e centro storico e Alessio Mammi, assessore regionale ad Agricoltura e agroalimentare.




