
I percorsi e i materiali didattici – testati con studentesse e studenti di due diversi paesi – sono accessibili liberamente online. A crearli è stato un consorzio che ha coinvolto tredici partner di nove paesi europei: gli studiosi hanno collaborato con scuole, associazioni, istituzioni locali e ONG per costruire e testare pratiche e metodologie innovative in contesti di educazione formale, informale e non-formale.
“L’approccio di NEW ABC è stato particolarmente efficace nel valorizzare le idee di bambini e bambine, inclusi quelli con background migratorio o provenienti da contesti di fragilità socioeconomica”, dice Rachele Antonini, professoressa al Dipartimento di Interpretazione e Traduzione dell’Università di Bologna e coordinatrice del progetto. “Le loro idee, necessità e sensibilità, insieme a quelle degli insegnanti, sono state rispettate e messe al centro della progettazione, e hanno contribuito a creare soluzioni educative su misura”.
Nel corso dei quattro anni di attività del progetto, gli studiosi hanno infatti lavorato per innescare la creazione e implementazione partecipata di buone pratiche, con l’obiettivo di favorire l’inclusione sociale di bambini e bambine in diversi contesti educativi. Sono state quindi co-create nove azioni pilota, tutte testate in due diversi paesi per garantire la loro efficacia e adattabilità.
“La collaborazione transnazionale tra partner ha arricchito il progetto e ha dimostrato quanto sia fondamentale lavorare insieme per migliorare i sistemi educativi europei”, conferma la professoressa Antonini. “Grazie al nostro approccio condiviso e partecipativo, abbiamo potuto testare e adattare soluzioni innovative su scala europea, garantendo la loro efficacia in diversi contesti socioculturali”.
Il progetto ha dato vita a numerose sinergie, tanto tra insegnanti di diverse scuole che tra bambini e decisori politici a livello locale. E grazie alla partecipazione attiva di insegnanti ed educatori, le attività co-create continuano ad essere proposte e adattate in paesi e contesti diversi.
“I risultati che abbiamo ottenuto sono un importante passo avanti nel campo dell’educazione plurale e inclusiva, perché dimostrano come la collaborazione e la co-creazione possano produrre risultati tangibili e duraturi”, sottolinea Antonini. “Per questo ci auguriamo che i frutti del nostro lavoro possano continuare a essere utilizzati negli anni a venire per offrire buone opportunità educative a tutti i bambini e ragazzi d’Europa”.




