Celeste Gugliandolo (immagine a corredo fornita dall’Ufficio Stampa del Comune di Modena)

Un viaggio tra Buenos Aires e New York, tra le radici popolari e l’audacia dell’innovazione, sulle tracce di Astor Piazzolla, l’artista che ha rivoluzionato il tango, trasformandolo da danza popolare a genere musicale colto e universale. Domenica 31 agosto alle 21, piazza Sant’Agostino a Modena ospita il concerto “La musica di Astor”, con la voce e l’interpretazione di Celeste Gugliandolo e i Cafè Express, nell’ambito di Artinscena Festival e di “santAGOstino, una piazza per la cultura”, promosso da Comune di Modena, Fondazione di Modena, Fondazione Ago, con il sostegno di Hera. L’ingresso è gratuito.

Nella sua parobola artistica, Piazzolla, soprannominato “El Gato”, ha saputo compiere un salto di qualità, evolvendo dal tango delle origini, suonato “de oído” nelle strade di Buenos Aires e Montevideo, al tango nuevo, che fonde tradizione popolare e ricerca colta, melodie struggenti e contaminazioni jazzistiche. Un percorso che ha reso immortali composizioni come “Adiós Nonino”, “Balada para un loco” e soprattutto “Libertango”, il brano che ha fatto conoscere Piazzolla in tutto il mondo.

“La musica di Astor” conduce il pubblico in un vero e proprio viaggio storiografico: dai grandi successi della tradizione campera ai tanghi canciòn della Guardia Vieja, dove la melodia assume un ruolo centrale, fino alle milonghe e alla corrente “evoluzionista” della Guardia Nueva. Un excursus che restituisce non solo l’eredità musicale di Piazzolla, ma anche la trasformazione di un genere che, grazie a lui, si è emancipato dal ballo per diventare musica da ascolto, ricca di sfumature e profondità emotiva.

Ad accompagnare Celeste Gugliandolo, cantante e interprete dalla vocalità intensa e teatrale, sono Alberto Fantino al bajan, Angelo Vinai al clarinetto, Cristiano Alasia alla chitarra e Francesco Bertone al contrabbasso. Insieme, i Cafè Express propongono un repertorio che intreccia le radici popolari e i capolavori del maestro argentino, passando anche per le suggestioni europee e italiane dei suoi soggiorni, tra cui i celebri incontri con Mina e Milva.

Raccontare Piazzolla significa anche raccontarne il carattere: iconoclasta, instancabile lavoratore, spesso difficile nei rapporti personali, ma capace di creare una musica amata e riconosciuta universalmente. “La musica di Astor” ne restituisce il ritratto umano e artistico, intrecciando note, poesia e storia, e regalando al pubblico un omaggio appassionato.