Care concittadine, cari concittadini,
il 7 gennaio del 1797, a Reggio Emilia, nasceva ufficialmente il Tricolore italiano. Non soltanto una bandiera, ma un segno destinato a rappresentare, nel tempo, l’unità, l’identità e il cammino di un popolo.
Verde, bianco e rosso non sono colori astratti: parlano della nostra terra, dei suoi paesaggi, della speranza e della responsabilità; richiamano la purezza degli ideali, la fede civile, il coraggio e il sacrificio di chi ha lottato per la libertà.
In essi si riconosce l’Antifascismo come valore fondativo della Repubblica e che definisce in modo permanente le nostre radici democratiche.
Quei tre, splendidi, colori ci ricordano elementi essenziali come educazione, rispetto, e un profondo, inscalfibile, senso di comunità.
Con l’Unità d’Italia e, successivamente, con la nascita della Repubblica, il Tricolore è divenuto il simbolo riconosciuto della nostra comunità nazionale, sancito dall’articolo 12 della Costituzione come emblema della Repubblica.
Oggi, giustamente e doverosamente, rendiamo onore a tutto questo. Quella bandiera che sventola sui nostri edifici pubblici, luoghi di democrazia e di libertà, ci richiama ai valori più alti che tengono insieme il nostro essere popolo e Nazione.
Ma una giornata come questa non può limitarsi alla celebrazione di un simbolo. Ci chiama, piuttosto, a una riflessione più profonda.
Dietro un vessillo, cosa troviamo davvero? Stiamo rendendo onore alla nostra Bandiera soltanto esponendola, oppure attraverso ciò che siamo e ciò che facciamo ogni giorno?
Viviamo un tempo complesso, segnato anche in queste ore da forti tensioni internazionali, dal ritorno di logiche di sopraffazione, da conflitti che riducono il mondo a sfere di influenza e rimettono al centro il potere delle armi e la legge del più forte. In questo scenario, interrogarsi sul valore della pace, dell’altruismo, della democrazia, del dialogo tra i popoli e del rispetto del loro diritto ad autodeterminarsi non è un esercizio teorico, ma una responsabilità civile.
È per questo che il 7 gennaio non deve diventare una liturgia vuota, ripetuta per abitudine. La Costituzione ci insegna che i valori che il Tricolore incarna non vivono nei simboli in sé, ma nelle persone.
Siamo noi, come cittadini e come comunità, a dar loro concretezza: attraverso il rifiuto di ogni forma di discriminazione, la difesa dell’uguaglianza, il rispetto reciproco, l’impegno per il bene comune, la costruzione quotidiana di una convivenza pacifica e solidale.
Il Tricolore è il testimone silenzioso di chi ci ha preceduto e il segno tangibile del patto che ci lega nel presente. È il simbolo di una comunità che sceglie di restare unita, anche nelle difficoltà, e che riconosce nella democrazia e nella pace valori non negoziabili.
Onorare la Bandiera significa, dunque, assumersi ogni giorno la responsabilità di quei principi. Non solo oggi, ma sempre.
Viva il Tricolore. Viva la Costituzione. Viva l’Italia.
365 giorni all’anno.




