Ammontano a 5.390, i nuovi contratti che le imprese parmensi prevedono attivare nel primo mese del 2026. Rispetto ad un anno, fa il calo complessivo è di 70 unità, corrispondenti al
-1,3%. E’ inoltre previsto un peggioramento del dato generale, alla fine del trimestre
gennaio-marzo 2026, quando le 13.210 attivazioni previste, saranno nella misura di 540 inferiori allo stesso periodo del 2025, con una perdita del 3,9%.

Tra i comparti in maggiore sofferenza, troviamo l’industria con 2.200 nuove attivazioni, delle quali 130 in meno rispetto al periodo di confronto (-5,6%). Sono previsti in calo anche i nuovi contratti dei servizi, per i quali si prevedono 3.030 unità (il 56,0% del totale dei contratti), con 50 in meno di un anno fa (-1,6%). Positivo, invece, il dato del comparto primario, con 170 attivazioni e 10 in più dell’anno scorso, equivalenti ad un +6,3%.

Come anticipato, le previsioni fino a marzo sono peggiorative rispetto a quelle mensili e portano tutti i comparti in territorio negativo: l’industria scenderà a 5.330 attivazioni, delle quali 330 in meno e in calo del 5,8%; i servizi, con 7.430 contratti, flettono di 170 e cedono il 2,2%; l’agricoltura, perdendo 40 unità nel corso del trimestre, si attesta a quota 460 con un calo dell’8,0%.

Dalle elaborazioni dell’Ufficio Studi e Statistica della Camera di commercio dell’Emilia su dati Excelsior, emerge che le aziende della provincia di Parma, che prevedono di attivare nuovi contratti nel mese di gennaio, sono pari al 20,0% e che l’esperienza è fondamentale nel 64,0% delle posizioni ricercate. Di queste, il 28,0% riguarderà forme contrattuali a carattere stabile (tempo indeterminato e apprendistato), il 62,0% i contratti a durata predefinita (tempo determinato, somministrazione e altri rapporti di lavoro dipendente) e il 10,0% i contratti diversi dalle modalità dipendenti.

Un dato interessante, per capire l’andamento del mercato del lavoro nella nostra provincia, viene fornito dalle posizioni riservate ai giovani, che questo mese scendono al 29,7% del totale, contro il 32,5% di un anno fa.

Tra i giovani che hanno maggiori chances occupazionali, spiccano i dirigenti e tecnici con elevata specializzazione, che sono particolarmente richiesti nei ruoli dei tecnici informatici, telematici e delle telecomunicazioni (il 57,1% dei contratti è riservato agli under 30), dei tecnici dell’organizzazione e amministrazione delle attività produttive (48,0%) e dei tecnici in campo ingegneristico (41,3%).

Nelle professioni impiegatizie, invece, le maggiori preferenze vengono accordate agli esercenti/addetti delle attività di ristorazione (50,0%), agli addetti vendite (48,1%) ed agli operatori della cura estetica (47,5%).

Tra gli operai specializzati, le richieste di giovani lavoratori più consistenti riguardano i fabbri ferrai costruttori di utensili (45,3%), gli operai specializzati in installazione e manutenzione di impianti elettrici/elettronici (42,3%) e gli operai specializzati addetti alle rifiniture delle costruzioni (38,2%).

Anche questo mese si ripropone il tema dei cosiddetti candidati introvabili, ovvero figure professionali per la cui reperibilità le imprese dichiarano di trovarsi in difficoltà; a questo proposito, a gennaio si parla del 48,4% dei casi, i quali per il 29,8% dipendono dalla mancanza di candidati e per il 14,0% dall’inadeguatezza e/o impreparazione degli stessi.

Le più alte percentuali di scopertura attese dalle aziende parmensi, nelle posizioni offerte negli ambiti dirigenziali e con elevata specializzazione, riguardano i tecnici della salute (ci si aspetta di non assumere il 77,9% delle posizioni offerte), gli insegnanti nella formazione professionale, istruttori, allenatori e atleti (70,8%) e i tecnici della distribuzione commerciale (70,7%).

Tra gli impiegati, potrebbe non essere attivato il 58,4% dei contratti riservati agli esercenti/addetti nelle attività di ristorazione, il 55,7% degli operatori della cura estetica

e il 46,9% dei professionisti qualificati nei servizi sociali e sanitari.

Quanto agli operai specializzati, le imprese temono di non poter reperire operai specializzati addetti alle rifiniture delle costruzioni nell’80,9% dei casi, fabbri ferrai, costruttori di utensili (77,9%) e infine meccanici artigianali, montatori, riparatori, manutentori di macchine fisse/mobili (67,1%).

L’Ufficio Studi e Statistica della Camera di commercio dell’Emilia  ha elaborato i dati forniti dal Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, grazie al Programma nazionale Giovani, donne e lavoro cofinanziato dall’Unione europea.