Hanno parlato di Europa, di politica economica e di storia con il prof. Romano Prodi, autorevole figura istituzionale della politica italiana ed europea. L’incontro dal titolo “L’Europa nella politica e nell’economia internazionale” ha visto coinvolte le classi quinte dell’Istituto Scaruffi Levi Tricolore della città: nell’Aula Magna Manodori dell’Università, una platea di 180 studenti ha seguito attenta e curiosa la lezione dell’ex presidente del consiglio, nonché ex presidente della commissione europea, in un vero e proprio dibattito sull’economia e sull’attualità.

Il primo interrogativo a cui si è cercato di dare risposta è stato come si sia giunti all’odierna situazione economica e geopolitica nel nostro continente. Il professor Prodi, citando l’influente saggio “La fine della storia” del politologo statunitense di origini giapponesi Francis Fukuyama (1992), ha spiegato come l’Occidente, dopo il crollo del muro di Berlino e la fine della guerra fredda, si fosse convinto che la storia “fosse finita”: le guerre e le ideologie non sarebbero state altro che un retaggio del passato, ci si sarebbe potuti occupare solo di economia e commercio, le democrazie liberali si sarebbero imposte come unica forma di governo e il futuro sarebbe stato senza dubbio un secolo americano.

La realtà si è rivelata diversa: la forte ascesa del dragone cinese (un dragone da 1 miliardo e 300 milioni di teste), sul piano economico commerciale più che su quello militare, ha messo in forte crisi lo strapotere statunitense, aprendosi al commercio e “sottraendo” decine di partner strategici a Washington. In tutto ciò l’Europa è rimasta schiacciata da grandi colossi che si scontrano tra loro, troppo spesso divisa e incapace di farsi sentire ai tavoli internazionali, vessata da divisioni interne e crisi economiche che non le permettono di far fronte comune sulla maggioranza dei temi fondamentali.

L’ex presidente dell’Unione europea ha poi arricchito la mattinata con aneddoti personali relativi alle numerose esperienze con i suoi omologhi internazionali nel corso degli anni: dal presidente russo Putin al presidente cinese Zemin, dal cancelliere tedesco Kohl (con il quale trattò, fino alla sera precedente l’ingresso nell’euro, il tasso di cambio tra lira e marco tedesco) al presidente americano Bush.

A seguire sono stati gli studenti stessi a porre domande al professor Prodi, che, indicando i passi necessari e fondamentali da compiere, ha ricordato quelli che sono, dal suo punto di vista, i valori da non dimenticare: la necessità di un’Unione forte, coesa, che si allarghi a ulteriori stati, superi le divisioni nazionali e abolisca il diritto di veto dei singoli Stati nelle decisioni più importanti; l’esigenza di un esercito comune; l’elezione diretta da parte dei cittadini di un “Presidente europeo”, il tutto preservando i valori di democrazia e inclusione che sono alla base del progetto europeo.

Non è mancato un riferimento all’Erasmus, progetto centrale nella Offerta formativa dell’Istituto: Prodi ne ha sottolineato il valore sia come esperienza di arricchimento personale, oltre che come opportunità di condivisione sempre più ampia in chiave europea. Alla fine dell’incontro la comunità dell’Istituto, alla presenza della Dirigente, Domenica Tassoni, e di molti docenti, ha donato al professor Prodi la fotografia del frontespizio dell’Alitinonfo, autorevole opera in cui l’economista reggiano Gasparo Scaruffi, dando prova di notevole lungimiranza, introdusse per la prima volta nel XVI secolo il concetto di moneta comune.

L’incontro, che rientra nel Programma Peses, gestito dall’Università Cattolica di Milano e a cura del prof. Carlo Cottarelli, nasce con l’obiettivo di offrire agli studenti delle Scuole Secondarie di tutta Italia l’opportunità di confrontarsi con protagonisti ed esperti della recente scena politica economica italiana. “La motivazione del programma Peses – scrive lo stesso Cottarelli sul sito della Università – è doppia: da un lato quella di fornire una possibilità d’informazione, educazione e trasmissione dei concetti ai giovani, dall’altro quella di condividere l’esperienza di personaggi molto importanti, dando un sostegno morale alla scuola italiana e ispirando il futuro degli studenti”.