Il paese di Morsiano si sta preparando per rendere omaggio a Domenico Bondi, carabiniere e partigiano, nell’ottantunesimo anniversario della morte. Nel suo borgo natale, sabato mattina (24 gennaio), si commemorerà infatti l’eroico soldato, insignito della medaglia d’oro al valor militare alla memoria.

Il programma della manifestazione,  indetta dal Comune di Villa Minozzo in collaborazione con la Provincia, le associazioni partigiane Alpi-Apc ed Anpi, l’istituto Istoreco, la locale sezione dell’associazione nazionale carabinieri, gli alpini, la Croce verde e la Pro loco, prevede, alle 10.30, il ritrovo in piazza della Maestà.

Dopo i saluti del primo cittadino, Elio Ivo Sassi, ci saranno gli interventi delle autorità civili e militari e degli studenti dell’istituto comprensivo villaminozzese. Si proseguirà con la deposizione di una corona e la benedizione del monumento dedicato al carabiniere caduto. Alle 11, nella chiesa parrocchiale, è inoltre prevista la concelebrazione della messa in suo suffragio da parte del cappellano militare don Luca Giuliani e del parroco, don Giuliano Marzucchi.

“Bondi, in servizio a Bologna – racconta il sindaco Sassi, nonché presidente provinciale dell’Associazione liberi partigiani italiani – partigiani cristiani di Reggio Emilia –  fu tra i primi, dopo l’8 settembre 1943, ad aderire al movimento di liberazione e si arruolò in una formazione partigiana comandata da ufficiali dell’arma. Dopo essersi occupato del rifornimento di armi e di curare i contatti tra le forze combattenti sull’Appennino emiliano, venne ad affrontare il nemico nella sua montagna”.

Si distinse sempre per capacità, coraggio e determinazione. “Il 12 gennaio 1945 – prosegue Sassi –   durante un duro scontro col nemico nella zona di Secchio, fu catturato. Aveva ricevuto l’ordine di resistere ad oltranza con i suoi uomini, che dopo diverse ore furono però costretti a desistere. Riuscì a metterli in salvo, ma lui non ebbe la possibilità di fuggire. Fu imprigionato a Ciano d’Enza, dove subì pressanti e travagliati interrogatori e venne a lungo torturato. Tuttavia rimase fedele ed incrollabile nei sui ideali e fu fucilato, il 26 gennaio, assieme ad altri cinque prigionieri. Morì gridando ‘viva l’Italia’”.

La rievocazione avrà termine, alle 12.30, nella sede della Pro loco di Morsiano, con un momento conviviale.

“Ricordare Domenico Bondi – conclude Elio Ivo Sassi – cui sono stati anche intitolati alcuni corsi per allievi carabinieri e la caserma di San Polo d’Enza, significa custodire la memoria di un uomo che scelse il dovere e l’onore, pagando con la propria vita la fedeltà ai valori della libertà e della democrazia. Il suo esempio continua a parlare alle nuove generazioni e resta patrimonio vivo della nostra comunità, e non solamente”.