Scatta la mobilitazione e in una sola ora piovono 324 firme. Questa la risposta dei lavoratori dell’Ospedale Franchini, dell’AUSL e dei sindacati del personale sanitario e medico (Cisl Fp, Nursind, Fials, Anaao Assomed, Fassid, Cisl Medici e Aaroi-Emac) contro la decisione aziendale di chiudere la cucina e la mensa interna del presidio. Oggi al Franchini si sono svolte due assemblee. La sottoscrizione ha raccolto adesioni record persino all’interno della mensa stessa durante la pausa pranzo. “Il personale – spiegano i sindacati – è sottoposto a una pressione clinica sempre maggiore e vede che l’azienda, invece di valorizzare i suoi professionisti, li penalizza sottraendo garanzie fondamentali di welfare aziendale”.

Aggiornamento alle ore 17:40: le firme hanno raggiunto quota 674.
Un risultato che le organizzazioni sindacali definiscono “straordinario”, in questa prima giornata di mobilitazione.

La riorganizzazione annunciata dall’Ausl comporta di fatto la chiusura della cucina interna e la delocalizzazione delle attività e dei posti di lavoro verso Reggio, mascherata da “sperimentazione” di 3–6 mesi. Una sperimentazione che non è compatibile con il lavoro sanitario fatto di emergenze e imprevedibilità, non è stata preceduta da un vero confronto sindacale, non è supportata da una chiara analisi costi-benefici. La questione non riguarda solo i dipendenti, ma anche la qualità dell’assistenza ai pazienti: “A Montecchio sono già garantiti gli standard d’eccellenza del Santa Maria Nuova – sottolineano le sigle – quindi non accettiamo la narrazione di un presunto miglioramento. L’unico passo avanti sarebbe il vassoio personalizzato, che però si potrebbe tranquillamente realizzare mantenendo la cucina interna. Una cosa è certa: un pasto cucinato a pochi metri dal reparto è qualitativamente superiore a uno trasportato per 25 chilometri”. Per coinvolgere la comunità, la raccolta firme è stata estesa alla cittadinanza tramite la piattaforma Change.org. Basta cercare la petizione “difendiamo la cucina e la mensa dell’ospedale Franchini di Montecchio Emilia”.

L’APPELLO DEL PERSONALE IN CUCINA

Una delle cuoche della mensa, tra le prime firmatarie, lavora a Montecchio da più di 30 anni e spiega che “Abbiamo portato il servizio mensa a crescere costantemente, migliorandolo e raccogliendo sempre più i complimenti dei pazienti e dei professionisti che qui lavorano. Ausl si fermi, ascolti la voce della Comunità di Montecchio e si siede al tavolo”. Dello stesso avviso anche Claudio, che della mensa è il coordinatore e invita tutti i cittadini a sostenere la petizione.

IL CASO DELLA TELEVISIONE VATICANA

Tre anni fa su Tv2000, la televisione vaticana, era la stessa azienda USL a dichiarare, tronfia, che “abbiamo la fortuna di essere una delle poche aziende che ha ancora cucine a gestione diretta e questo ci permette di avere un controllo complessivo del processo che porta fino al paziente”.

Tre anni dopo, spiegano i sindacati, “Ausl passa dall’esaltazione della mensa ospedaliera a gestione diretta al tentativo della sua rottamazione. Cosa sia successo per produrre una tale inversione di rotta non lo sappiamo perché, semplicemente, l’azienda ha cercato di fare tutto alla chetichella. Avremo premura di informare Tv2000 che i buoni propositi  sono cessati, nonostante i vertici aziendali siano rimasti gli stessi. Il video di Tv2000, comunque, è ancora online”.

Infine, i sindacati rilanciano l’appello diretto al sindaco di Montecchio, Fausto Torelli: “Nemmeno il sindaco sapeva le intenzioni di Ausl. E questo è grave. Lo invitiamo a prendere posizione per i lavoratori, perché la partita per la qualità della nostra sanità si gioca ora: scelte come questa riducono l’attrattività del nostro ospedale”.