
Fra luglio e settembre 2025 le imprese artigiane attive nella manifattura in Emilia-Romagna hanno alleviato la tendenza negativa. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: la produzione è diminuita del -0,7%: è la flessione più contenuta dall’inverno del 2023; il fatturato è in rallentamento del -0,4%, ma quello dall’estero registra -1,2%; gli ordini sono rimasti sostanzialmente stabili: -0,2% sia complessivamente che nei mercati esteri.
E’ proseguita la diminuzione nel numero delle imprese (-683), che continua a colpire soprattutto quelle della moda (-196). Nelle imprese artigiane di costruzioni il volume d’affari ha ottenuto in lieve incremento, +0,4%, ma continuano a diminuire di numero (-885).
È quanto risulta dalla congiuntura dell’artigianato di Camere di commercio e Unioncamere Emilia-Romagna.
L’artigianato nell’industria: produzione, fatturato e ordini
La produzione delle imprese artigiane della manifattura regionale ha fatto registrare una flessione di solo lo 0,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno: è la più contenuta dall’inverno del 2023, ovvero dall’avvio della recessione tuttora in corso.
Nei giudizi sull’andamento la quota delle imprese artigiane manifatturiere che hanno rilevato un incremento della produzione è salita ulteriormente dal precedente 29,2% fino al 31,6%.
L’andamento tendenziale del fatturato ha segnato -0,4% (dopo il -2,2% del precedente trimestre), facendo segnare così la flessione tendenziale più contenuta dall’avvio della recessione. Diverso l’andamento del fatturato estero che ha segnato -1,2%.
Gli ordini hanno avuto solo un minimo arretramento tendenziale -0,2% sia complessivamente che nei mercati esteri.
Il periodo di produzione assicurato dalla consistenza del portafoglio ordini è di poco inferiore ai due mesi (7,6 settimane), in aumento rispetto allo stesso trimestre del 2024.
Nonostante la tendenza leggermente negativa della produzione, il grado di utilizzo degli impianti delle imprese artigiane è aumentato rispetto allo stesso trimestre del 2024, risultando pari al 70%.
La dimensione delle imprese
La produzione delle imprese minori è rimasta sostanzialmente invariata rispetto al trimestre precedente (-0,8%). Stesso andamento per il fatturato, -0,5%, mentre gli ordini sono ancora in rallentamento -2,1%
Nelle piccole imprese la tendenza negativa della produzione si è alleviata, -0,7%, il fatturato è rimasto sostanzialmente stabile -0,3%, gli ordini hanno segnato un piccolo segno positivo +0,2%.
Il numero delle imprese artigiane industriali
A fine settembre le imprese attive ammontavano a 24.087 con una notevole riduzione del 2,8% rispetto allo stesso mese dello scorso anno, che ha comportato una perdita di 683 imprese.
Le sole imprese artigiane hanno determinato quasi l’85% della diminuzione della base imprenditoriale dell’industria regionale.
La riduzione della base imprenditoriale è stata determinata soprattutto dall’ampia e rapida caduta nel settore della moda (-196 imprese, -5%), oltre che dal più contenuto e meno veloce taglio delle imprese della metallurgia e delle lavorazioni metalliche (-149 unità, -2,4%) e dalle perdite subite dall’aggregato dell’“altra manifattura” (-109 unità, -3,3%). Continua la non più sorprendente riduzione nel settore dell’industria alimentare e delle bevande (-87 imprese, -3,1%), mentre, al contrario, è da notare la relativa tenuta della base imprenditoriale dall’ampio raggruppamento della “meccanica, elettricità ed elettronica e dei mezzi di trasporto” (-66 unità, -1,3%).
La forma giuridica
Sono lievemente aumentate solo le società di capitale (+0,3%, +11 imprese), che ora rappresentano il 18,6% delle imprese artigiane attive dell’industria in senso stretto. In contrapposizione continua la diminuzione delle società di persone (-335 imprese, -5,6%).
Ma sono state le ditte individuali a dare il maggiore contributo negativo, con una nuova ampia flessione (-358 unità, -2,5%).
L’artigianato nelle costruzioni
Il volume d’affari dell’artigianato delle costruzioni ha ottenuto in lieve incremento rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno (+0,4%), dato in miglioramento rispetto alla flessione del -4,4% del trimestre precedente.
La quota delle imprese che hanno realizzato un aumento del volume è salita decisamente: dal 12,6% fino al 30%.
L’artigianato nelle costruzioni: quante imprese
Alla fine dello scorso settembre la consistenza delle imprese attive artigiane che costituiscono l’effettiva base imprenditoriale nelle costruzioni è scesa a 48.638 unità con una diminuzione di 885 imprese (-1,8%) rispetto a un anno prima.
La riduzione della base imprenditoriale è derivata dall’ampia flessione delle imprese operanti nei lavori di costruzione specializzati (-703 unità, -1,6%), ma le attive nella costruzione di edifici hanno subito una diminuzione più rapida (-165 unità, -2,6%).
La forma giuridica delle imprese artigiane delle costruzioni
Le società di capitali hanno continuato a crescere e molto rapidamente (+6,4%, 324 unità), tanto che questa classe di imprese è giunta a costituire l’11% delle imprese artigiane attive nelle costruzioni.
La flessione della base imprenditoriale artigiana si è tradotta soprattutto in una decisa riduzione delle ditte individuali (-1.021 unità, -2,5%) ed in una ulteriore rapida discesa delle società di persone (-4,3%, -180 unità).




