
C’è tempo fino a venerdì 30 gennaio per rispondere al questionario “Scuole Aperte” e collaborare alla costruzione di una scuola sempre più a misura di famiglie e ragazzi. Il questionario rivolto alle famiglie degli studenti reggiani è on line sui registri elettronici delle scuole primarie e secondarie di primo grado, mentre i genitori dei bambini che frequentano le scuola d’infanzia lo hanno ricevuto via mail.
L’obiettivo è comprendere come l’attuale copertura pomeridiana all’interno delle scuole e nel tempo libero possa influire sull’organizzazione famigliare e capire quali sono le esigenze che restano eventualmente scoperte. L’indagine è funzionale all’obiettivo principale di Scuole Aperte: ampliare lo spettro delle proposte coinvolgendo anche soggetti della comunità che possano apportare nuovi contenuti. I genitori potranno così contribuire a progettare un tempo scolastico che metta al centro le esigenze dei ragazzi e le richieste delle famiglie sia in termini di conciliazione dei tempi casa lavoro sia di possibili nuovi ambiti di apprendimento. Con Scuole Aperte l’Amministrazione comunale intende, infatti, sperimentare un approccio alla scuola come punto di riferimento per la comunità del territorio, anche ampliando l’offerta educativa in termini di fascia pomeridiana e di opportunità.
Il progetto, realizzato con la collaborazione degli Istituti comprensivi della città e con l’Istituzione scuole e nidi dell’infanzia del Comune di Reggio Emilia, vede la collaborazione dell’Università di Modena e Reggio Emilia con la ricerca sociale (Dipartimento di Comunicazione e Economia) e coinvolgendo il Dipartimento di Educazione e Scienze Umane. L’iniziativa è stata realizzata grazie a un finanziamento dalla Regione Emilia-Romagna, nell’ambito del bando Partecipazione anno 2025-2026.
Il questionario finalizzato alla raccolta dei dati è disponibile fino a venerdì 30 gennaio sui registri elettronici degli alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado sia statali che paritarie, mentre i genitori dei bimbi che frequentano l’ultimo anno delle scuole dell’infanzia lo hanno ricevuto via mail. Il questionario è anonimo e i dati raccolti verranno utilizzati esclusivamente a fini scientifici e statistici. Diversi gli ambiti indagati: ad esempio si chiede alle famiglie quali sono oggi le soluzioni organizzative attuate per la copertura dei pomeriggi (nonni, babysitter, aiuto tra famiglie, doposcuola, attività sportive, ricreative, organizzate dalla scuola o esterne); se si utilizza un doposcuola comunale o di altro ente, con quale frequenza e anche una valutazione della soluzione adottata sotto diversi aspetti (organizzativo, economico, qualitativo, formativo).
Dopo la fotografia dell’esistente, i quesiti proposti mirano a capire in modo dettagliato le esigenze delle famiglie e in che modo nuove attività pomeridiane dovrebbero essere strutturate per facilitare la vita famigliare: dalla continuità con l’orario scolastico all’articolazione oraria, dalla somministrazione del pasto all’esecuzione dei compiti, dal servizio di trasporto alla disponibilità a contribuire economicamente all’offerta educativa. L’interesse è capire quanto è importante che tali attività facilitino l’organizzazione famigliare, alleggeriscano il carico dei compiti o la formazione di nuove amicizie, favoriscano la partecipazione alla vita del quartiere, supportino l’attività motoria o sportiva o piuttosto il gioco libero, l’autonomia, la socializzazione. Ai genitori viene chiesto di assegnare un punteggio a quanto la presenza di determinate condizioni faciliterebbero l’adesione alla proposta considerando aspetti quali la presenza e la competenza di educatori, la flessibilità delle proposte, le facilitazioni economiche, ma anche la possibilità di frequenza da parte di fratelli o sorelle non iscritti alla stessa scuola. Infine, si esplora anche la propensione delle famiglie a collaborare con altre famiglie nella gestione dei pomeriggi. Il questionario, compilabile online è disponibile in lingua italiana, inglese e francese. Per agevolare la compilazione delle domande da parte delle famiglie che incontrano difficoltà linguistiche una versione cartacea delle domande, è stata consegnata direttamente dalle scuole alle famiglie ed è disponibile anche in lingua urdu, araba, cinese e albanese, in numero adeguato agli alunni iscritti in ogni istituto. Nelle prossime settimane un secondo questionario, semplificato e pensato ad hoc, sarà somministrato, previa autorizzazione da parte dei genitori, anche agli alunni delle primarie e delle secondarie, a cura di insegnanti e educatori. Scopo di questo strumento è sondare anche direttamente dai bambini e dai ragazzi quali sono i principali interessi e le attività che svolgono al pomeriggio e quali potrebbero essere le alternative interessanti per loro. L’elaborazione dei dati è prevista per il mese di febbraio a cui seguirà una restituzione pubblica degli esiti dell’indagine. In un momento successivo partirà una sperimentazione in due plessi in due diversi quartieri per provare sul campo il nuovo modello di intervento.




