“Paura e preoccupazione non possono più salire a bordo di uno dei più popolari e importanti servizi pubblici fondamentali. È tempo di parlare davvero di sicurezza per il tpl, per i suoi utenti e per i suoi lavoratori. Qui c’è un pacchetto di dodici proposte, tante quante sono state le aggressioni degli ultimi due anni. Proposte che offriamo a Seta, molte delle quali rapidamente operative”.

Così Gaetano Capozza, leader di Fit Cisl a Reggio Emilia, interviene su un tema strategico, chiedendo che “l’azienda cambi passo, a partire dall’ascolto. Nel 2023 quasi tutti i sindacati chiesero un incontro e a quella lettera nessuno rispose. Ora ne è partita un’altra, inviata anche alla Prefettura”, prosegue Capozza.

Il pacchetto Fit Cisl nasce dall’ascolto quotidiano di chi lavora e di chi usa il servizio pubblico locale. “Queste proposte, specie quelle infrastrutturali, si possono finanziare, ad esempio, utilizzando i proventi della lotta all’evasione dei titoli di viaggio. Vorremmo un confronto con Seta per costruire un cronoprogramma chiaro, con verifiche periodiche e impegni scritti – prosegue Capozza –. Senza risposte concrete, il rischio è che l’emergenza diventi normalità”.

SICUREZZA NEL QUARTIER GENERALE

Le prime tre proposte di Fit Cisl – che hanno scelto di condividere anche Filt Cgil, Uil Trasporti, Ugl Autoferro e Faisa – riguardano il cuore del tpl reggiano, il deposito e gli uffici Seta. Serve più illuminazione e più videosorveglianza nei parcheggi di via del Chionso, dove gli autisti lasciano le loro auto per raggiungere a piedi il deposito.  Nelle ore più buie la paura è concreta. Stesso problema nel corridoio che collega la sede al parcheggio riservato ai lavoratori. Per la sicurezza del personale femminile, inoltre, è stato richiesto un numero adeguato di punti sosta rosa all’interno del deposito. Seta ha risposto a questi punti pochi giorni fa, trasmettendo le richieste di illuminazione e videosorveglianza al competente Comune di Reggio. Gli stalli rosa saranno realizzati, nell’immediato, per lavoratrici incinte e per genitori di bimbi fino a due anni.

SICUREZZA SUI MEZZI

L’aggressione a Scandiano dimostra la necessità di squadre di verifica composte almeno da tre operatori. Questo implica nuove assunzioni, perché gli addetti oggi sono troppo pochi rispetto alla flotta provinciale. Nel 2026 sugli autobus, inoltre, manca ancora una filodiffusione multilingue deterrente che spieghi, come avviene sui treni, le regole di viaggio e le sanzioni previste. La ricerca Fit segnala inoltre che le telecamere di bordo manomesse o guaste non vengono riparate tempestivamente e per questo serve un check quotidiano sui device. Necessario anche un tasto antipanico a bordo degli autobus collegato alle Forze dell’Ordine.

LA CENTRALE OPERATIVA

Rafforzare gli organici in sala operativa e dei controllori esterni è essenziale. Dalle 19:00 in poi non ci sono più in servizio controllori esterni, e questo azzera la possibilità di aiutare sul campo un autista alle prese con un problema serio. Quadro aggravato dal fatto che in sala operativa poco prima delle 20:00 resta solo un addetto, che termina il turno alle 21:00. Gli autobus che rientrano dopo quell’orario sono, di fatto, privi del loro scudo.

POLI SUPER FREQUENTATI E CASERMA ZUCCHI

Fermate, capolinea e interscambi scolastici molto affollati presentano rischi evidenti. Fit Cisl ribadisce l’introduzione di school tutor per gestire flussi, prevenire incidenti e tensioni, oltre al potenziamento della videosorveglianza, in particolare al Cim, al parcheggio Zucchi e nell’interscambio del polo scolastico-Tribunale.

“Da anni chiediamo interventi su questo snodo centrale del tpl cittadino: servizi igienici dedicati al personale, una sala di sosta per chi affronta gli infiniti turni spezzati di 12-14 ore e più videosorveglianza. Le soluzioni sono note: ora servono decisioni, non solo belle promesse aziendali, perché sono anni che i nostri autisti non hanno un bagno o un luogo dove sostare”, conclude Capozza.