(immagine: comune di Reggio Emilia)

Secondo le elaborazioni della Camera di commercio dell’Emilia sui dati dell’Osservatorio Prometeia, infatti, si dovrebbe giungere ad un +0,9%, vale a dire quattro punti in più rispetto alle ultime previsioni formulate lo scorso anno.

Con questo valore la nostra provincia si colloca, almeno in termini di previsioni, leggermente al di sopra rispetto di quelle che riguardano l’Emilia-Romagna e l’Italia (per le quali è previsto, rispettivamente, un +0,8 e un +0,7%), con una sostanziale replica nel 2027, anno in cui per l’economia reggiana è previsto un aumento del Pil dello 0,8%.

“Sono segnali importanti – sottolinea il presidente della Camera di commercio dell’Emilia, Stefano Landi – soprattutto perché confermano il trend di lieve ripresa che si è manifestato nel 2025 dopo due anni molto critici; lo sono, a maggior ragione, perché si legano a previsioni finalmente più favorevoli per l’industria e le esportazioni”.

Il Pil dell’industria reggiana, infatti, dovrebbe crescere dell’1,2% sia nel 2026 che nel 2027, “consolidando – sottolinea Landi – quei miglioramenti che abbiamo visto soltanto nella seconda parte del 2025, soprattutto per le piccole e medie imprese”.

“Quanto all’export – prosegue Landi – le previsioni ci indicano una crescita del 2,6% nel 2026 e del 4% nel 2027, con una inversione di tendenza rispetto al negativo andamento del 2025 che ha riguardato sia la nostra provincia che l’Emilia-Romagna”.

“L’economia reggiana dovrebbe dunque confermare e accrescere la sua solidità, con previsioni positive anche per il lavoro e il reddito delle famiglie, e ci auguriamo che le imprese siano sostenute da specifici provvedimenti che irrobustiscano questo trend, a partire dalla riduzione dei costi energetici e dai sostegni ad esportazioni che hanno pagato il costo delle tensioni internazionali e dei nuovi dazi statunitensi”.

I maggiori impulsi al miglioramento delle previsioni di crescita del Pil reggiano vengono, come si è detto, dall’industria (+1,2% sia nel 2026 che nel 2027), cui si affiancano valori positivi anche per il comparto dei servizi, dati in crescita dello 0,9% nel 2026 e dell’1,1% nel 2027.

Più fragile la situazione che riguarda le costruzioni, con un +0,4% indicato per il 2026 e una evidente flessione nel 2027 (-3,7%) e, soprattutto, l’agricoltura, con valori indicati in calo sia nel 2026 (-0,7%) che nel 2027 (-3,3%).

Per quel che concerne il reddito disponibile per le famiglie, le previsioni per il 2026 parlano di un +3,2%, mentre il prossimo anno l’incremento potrebbe fermarsi al 3,0%.

Di segno positivo, infine, anche i valori relativi all’occupazione, con un aumento che sia per il 2026 che per l’anno successivo dovrebbe collocarsi al +0,7%, con un tasso di disoccupazione indicato nel 3,3% quest’anno e nel 3,1% nel 2027.