La Squadra Mobile della Polizia di Stato di Bologna, al termine di un’attività di indagine, ha denunciato in stato di libertà un tunisino del 2001, pluripregiudicato per reati contro la persona e per reati in materia di stupefacenti, per il reato di incendio doloso.

In particolare, nella notte del 15 dicembre 2025, i Vigili del Fuoco e le Volanti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico erano intervenuti, in diverse zone della città, per una serie di vetture, motorini, cassonetti e oggetti di vario genere in fiamme. Era emerso, fin dal primo intervento, l’origine dolosa degli incendi.

Le indagini della Squadra Mobile, che si sono concentrate sull’analisi delle telecamere di videosorveglianza e su alcuni indizi successivamente raccolti, hanno permesso di appurare che l’autore delle condotte era probabilmente unico. L’uomo, infatti, aveva iniziato il raid dalla zona San Donato, in particolare da via Vezza, e utilizzando un materiale accelerante unito a carta e legno trovati sulla strada, aveva dato fuoco ad alcune vetture. Successivamente lo stesso soggetto si incamminava verso il centro, tra via Belle Arti e via Acri, dove aveva continuato ad appiccare il fuoco ad altri mezzi e a rifiuti ingombranti che trovava lungo il proprio cammino. Successivamente il soggetto si era recato verso via Zanolini e via Sante Vincenzi ove incendiava gli ultimi motoveicoli e l’ultimo cassonetto.

Dall’analisi dei filmati di videosorveglianza i poliziotti hanno visto l’uomo che percorreva tutto l’itinerario descritto: il soggetto teneva in mano alcuni oggetti, probabilmente un accelerante e un accendino, e veniva immortalato mentre raccoglieva carte, rifiuti e legnetti che poi posizionava in prossimità dei veicoli dopo averli intrisi del liquido infiammabile. Dalle telecamere l’uomo veniva ripreso con il volto coperto, un cappellino da baseball e un lungo cappotto scuro; era possibile notare alcuni particolari della barba scura e del volto, solo da alcune angolature delle immagini.

Le indagini della Squadra Mobile si sono concentrate sui profili di diversi uomini con precedenti specifici che sono soliti frequentare la zona; venivano quindi effettuate alcune perquisizioni, che non hanno permesso di identificare l’autore nell’immediato ma che hanno però indirizzato le indagini.

Il maggior indiziato, ovvero il soggetto tunisino poi denunciato, corrispondeva alla fisionomia del soggetto immortalato dai sistemi di videosorveglianza.  E’ doveroso evidenziare che l’uomo era stato tratto in arresto per reati in materia di stupefacenti in più occasioni dalla Squadra Mobile ed erano pertanto note le sue abitudini e il modus operandi.

La conferma definitiva è stata ottenuta nel momento in cui l’uomo è stato rintracciato con indosso gli indumenti indossati la notte del 15 dicembre 2025, il cappello con visiera, il cappotto lungo fino alle scarpe e lo zaino immortalato nelle telecamere. Si è proceduto, pertanto, alla denuncia in stato di libertà per il reato di incendio e l’Ufficio Immigrazione ha iniziato le pratiche per l’espulsione dell’uomo, irregolare sul territorio nazionale.