immagine di repertorio

Martedì 3 marzo alle ore 20.30, presso la Sala Espositiva Gino Strada (Piazza Ruffilli, 2 – Casalgrande), si terrà un incontro pubblico di presentazione del Progetto Jaima Tenda – Estate 2026, iniziativa di accoglienza rivolta a bambini e bambine Saharawi, promossa dall’Associazione Jaima Saharawi ODV, con il patrocinio dell’Unione Tresinaro Secchia.

Il progetto “Piccoli Ambasciatori di Pace”

Il Progetto Jaima Tenda rientra nel percorso di accoglienza estiva dei “Piccoli Ambasciatori di Pace Saharawi” e prevede un soggiorno in Italia della durata di circa due mesi.

 

Il programma si articola in più fasi:

Prime 2–3 settimane in famiglia:

i bambini e le bambine saranno accolti da famiglie del territorio. Al mattino parteciperanno al centro estivo, mentre nel tempo serale e nei fine settimana le famiglie avranno il compito prezioso di accompagnarli nella quotidianità, offrendo cura, attenzione e un ambiente sereno in cui sentirsi parte di una comunità.

 

Esperienza comunitaria successiva:

nella fase seguente, i bambini proseguiranno il loro percorso in gruppo sul territorio, vivendo un’esperienza collettiva e svolgendo anche un importante percorso sanitario, con controlli medici e interventi di prevenzione.

Si tratta di un’iniziativa che coniuga accoglienza, tutela della salute e scambio culturale, in un percorso strutturato e accompagnato da volontari ed enti promotori.

 

Un’esperienza di valore umano ed educativo

Il progetto rappresenta un’occasione concreta di incontro tra culture diverse, di apertura e di solidarietà attiva.

Accogliere significa offrire cura e attenzione, ma anche ricevere: in termini di relazioni, consapevolezza, crescita personale e arricchimento reciproco. Le famiglie coinvolte entrano a far parte di una rete solidale che, negli anni, ha costruito legami profondi tra comunità locali e popolo Saharawi.

 

Chi sono i Saharawi: una vicenda di esilio che dura da quasi 50 anni

Il popolo Saharawi è originario del Sahara Occidentale, territorio dell’Africa nord-occidentale oggetto di una lunga e irrisolta controversia internazionale.

Nel 1975, in seguito al ritiro della Spagna (potenza coloniale), il territorio fu occupato dal Marocco. Da allora, una parte consistente della popolazione saharawi vive in esilio nei campi profughi nel sud-ovest dell’Algeria, in una delle aree più inospitali del deserto del Sahara.

Da quasi cinquant’anni, migliaia di famiglie dipendono in larga parte dagli aiuti umanitari internazionali. Le condizioni di vita sono caratterizzate da:

  • clima estremo (temperature estive oltre i 50°C);
  • scarsità di risorse idriche e alimentari;
  • accesso limitato a opportunità educative e sanitarie.

Nonostante questo, il popolo Saharawi ha costruito nei campi una struttura sociale organizzata, mantenendo viva la propria identità culturale e il proprio impegno per una soluzione pacifica del conflitto.

 

Hanno detto

«Da molti anni la comunità di Casalgrande si è resa parte attiva nell’accoglienza delle ragazze e dei ragazzi saharawi, anche grazie all’instancabile opera di promozione portata avanti dall’indimenticabile Ester Magnanini, che ci ha lasciato da poco ma la cui eredità continua a essere viva e presente attraverso progettualità come questa – sottolinea l’Assessore ai Servizi Sociali Marco Cassinadri –. Il valore della solidarietà, espresso attraverso l’ospitalità rivolta ai più giovani rappresentanti di questo popolo, rafforza il legame della nostra comunità con realtà meno fortunate. Per questo rivolgo un forte invito alla cittadinanza a partecipare all’incontro e a valutare un coinvolgimento attivo in questo meritevole progetto».

Anche l’Assessore alle Pari Opportunità Graziella Tosi richiama l’esperienza positiva dello scorso anno: «L’accoglienza dei bambini saharawi, piccoli ambasciatori di pace, ci ha offerto l’opportunità non solo di ospitarli nella Casa comunale, ma anche di conoscere da vicino loro e le famiglie che, con grande generosità e sensibilità, li hanno accolti. È stata un’esperienza intensa, ricca di emozioni e di autentico scambio umano e culturale. Proprio per il valore che ha rappresentato per la nostra comunità, mi unisco all’invito a partecipare all’incontro del 3 marzo, per proseguire insieme questo importante percorso di accoglienza e condivisione».

Perché è importante partecipare

Aderire al Progetto Jaima Tenda significa:

  • offrire un’opportunità concreta di benessere e tutela della salute a bambini e bambine che vivono in condizioni di prolungata emergenza;
  • sostenere un percorso di solidarietà internazionale fondato sull’incontro tra comunità;
  • promuovere valori di pace, accoglienza e cooperazione;
  • contribuire a mantenere alta l’attenzione su una situazione umanitaria spesso poco conosciuta.

L’incontro sarà a ingresso libero e rappresenterà un momento di approfondimento e confronto aperto alla cittadinanza, alle famiglie e a tutti coloro che desiderano conoscere da vicino il progetto e le modalità di partecipazione.

 

Per informazioni: Angela Pedocchi – 339 3776355

La cittadinanza è invitata a partecipare.