Le imprese dell’Emilia-Romagna hanno realizzato il 12,9% dell’export italiano. La regione si conferma seconda in Italia per quota dell’export nazionale dopo la Lombardia. L’industria alimentare e delle bevande con +8,7%, ha dato il principale contributo positivo alla dinamica delle esportazioni regionali. Il secondo contributo positivo è venuto dal settore che rappresenta oltre il 26% dell’export regionale: macchinari e apparecchiature, aumentati del +2%. Forte crescita per le vendite estere di prodotti in metallo (+18,4%). In rallentamento i mezzi di trasporto (-2,8%).

Continuano le difficoltà per le industrie della moda (-5,4%). Le vendite in Germania hanno segnato un eccezionale recupero nel corso dell’estate 2025: +11,6%. Le vendite con destinazione Usa diminuite del 10,8%. Crescono le vendite negli Emirati Arabi (+21,5%), in India (+12,9%), in Giappone (+12%) e in Africa (+11,3%). Rallentano in Cina (-11.9%).

È quanto emerge dalle elaborazioni dell’Ufficio Studi di Unioncamere Emilia-Romagna su dati Istat relativi alle esportazioni delle regioni italiane nel III trimestre 2025.

 

L’andamento complessivo

Nell’estate del 2025 il valore delle esportazioni emiliano-romagnole è aumentato del +1,6% rispetto allo stesso periodo del 2024 ed è risalito a 20.162,6 milioni di euro corrispondenti al 12,9% dell’export nazionale.

L’andamento delle esportazioni regionali è risultato decisamente più contenuto rispetto all’accelerazione della crescita del complesso dell’export nazionale (+6,6%).

Le regioni grandi esportatrici hanno realizzato risultati disomogenei: la Toscana ha realizzato +35%, grazie al raddoppio dell’export di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici e dei prodotti della metallurgia. Il Piemonte si è allineato alla tendenza nazionale (+6,3%). Dopo il passo indietro del trimestre precedente hanno ripreso a crescere anche le esportazioni di Lombardia (+3,4%) e Veneto (+2,8%).

L’Emilia-Romagna si è confermata comunque la seconda regione italiana per quota dell’export nazionale, preceduta dalla Lombardia (25,8%) e seguita da Toscana (12,6%), Veneto (12,3%) e Piemonte (9,6%).

I SETTORI

Dei dodici macrosettori regionali considerati dall’indagine congiunturale solo quattro hanno ridotto le esportazioni.

Nell’estate 2025 le esportazioni dell’agricoltura, silvicoltura e pesca sono aumentate notevolmente (+10,2%) rispetto allo stesso periodo del 2024, andando oltre i 347 milioni di euro.

Anche le vendite estere dell’industria alimentare e delle bevande hanno proseguito la forte tendenza alla crescita (+8,7%), hanno raggiunto un valore di oltre 2.514 milioni di euro fornendo il principale contributo positivo alla dinamica delle esportazioni regionali.

Al contrario, le esportazioni delle industrie della moda hanno segnato -5,4%, pari a quasi 2.047 milioni di euro, che rappresenta il 10,2% del totale dell’export regionale. In questo quadro l’industria tessile ha realizzato un risultato leggermente positivo, +1,1%. Ma la pelletteria è sprofondata di un ulteriore -10,1% e l’abbigliamento è a -4,4%.

Risultato positivo per l’export della piccola industria del legno e del mobile (+3,3%).

Le industrie chimica, farmaceutica e delle materie plastiche hanno rallentato le vendite estere del -5%, pesano per il 9,8% del totale, pari a poco più di 1.967 milioni di euro. Un risultato determinato dal -10,6% dei prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici e dal -7,4% dei prodotti chimici. È invece aumentato l’export degli articoli in gomma e materie plastiche, +7,3%.

È tornata leggermente in positivo, +0,5%, l’industria della lavorazione di minerali non metalliferi, che ha riportato l’export del settore a poco meno di 1.145 milioni di euro, pari al 5,7% del totale.

Buon incremento, +6%, per le esportazioni del settore della sub fornitura regionale, l’industria della metallurgia e dei prodotti in metallo, che si è così riportata a poco più di 1.320 milioni di euro, pari al 6,5% del totale. Il risultato regionale è stato determinato dall’eccezionale recupero delle vendite estere dei prodotti in metallo, esclusi macchinari e attrezzature: +18,4%. L’export della metallurgia ha invece subito una nuova riduzione -4,2%, anche se più contenuta di quella del trimestre precedente.

Le vendite all’estero di apparecchiature elettriche, elettroniche, ottiche, medicali e di misura hanno fatto registrare solo una lievissima flessione, -0,1%, per un valore di quasi 1.339 milioni di euro, pari al 6,6% dell’export regionale. In particolare, si sono ancora ridotte le esportazioni di computer e prodotti di elettronica e ottica; apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (-5,6%), mentre quelle di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche sono aumentate del +2,5%.

Il settore dei macchinari e apparecchiature, che rappresenta il 26,6% delle esportazioni regionali, ha interrotto la tendenza negativa avviata dall’inizio del 2024 e nel corso dell’estate ha ottenuto un incremento del +2%. Con un valore nel trimestre di 5.355 milioni di euro, ha prodotto il secondo contributo positivo per ampiezza alla dinamica delle esportazioni regionali.

I mezzi di trasporto, che sono il secondo settore in termini di quota dell’export regionale (rappresentano il 13,4%) hanno invece realizzato una nuova flessione, -2,8%, scendendo in valore a quasi 2.701 milioni di euro.

Risultato positivo per le altre industrie manifatturiere: +13,3%, determinato soprattutto dal parziale recupero dell’export di prodotti dell’industria del tabacco (+19,3%).

 

LE DESTINAZIONI

EUROPA

È il mercato fondamentale per l’export regionale: nel corso dell’estate del 2025 due prodotti venduti all’estero su tre hanno avuto come destinazione un paese europeo: 13.379 milioni di euro, in aumento del +4,8% rispetto allo stesso periodo del 2024.

Sono state le esportazioni verso la sola Unione europea a 27 che con un aumento del +6,6% hanno determinato la nuova tendenza positiva. Incremento ancora maggiore. +7,3%, per le esportazioni destinate ai soli mercati dell’area dell’euro: con un valore di 8.771 milioni di euro, rappresentano il 43,5% del totale dell’export regionale.

Le vendite in Germania hanno segnato un eccezionale recupero nel corso dell’estate: +11,6%, per un valore di 2.601 milioni di euro, pari al 12,9% del totale regionale.

Andamento positivo ma oscillante per l’export emiliano-romagnolo in Francia: +2,5%, pari a 2.029 milioni di euro, il 10,1% dell’export regionale. Dopo cinque trimestri di forte crescita, l’export regionale diretto verso la Spagna ha registrato un deciso rallentamento fermandosi al +1,1%, e rappresentando il 5,2% dell’export regionale. Tra i mercati di sbocco “minori” dell’area nel trimestre si rileva l’eccezionale crescita in Olanda (+32,6%) e, al di fuori dell’area dell’euro, la notevole accelerazione in Polonia (+10,9%).

Nuovo calo delle esportazioni verso il Regno Unito, -3,5%, e la nuova ampia flessione dell’export verso la Turchia (-7,1%).

 

AMERICA

Le esportazioni regionali verso l’America hanno dato il più consistente contributo negativo all’andamento dell’export regionale: con -8,8%, sono scese a 3.036 milioni di euro, pari al 15,1% del totale.

Il mercato statunitense ha rallentato del -10,8%, poco meno del trimestre precedente. Le esportazioni regionali verso gli Usa si sono ridotte a 2.060 milioni di euro ed incidono per il 10,2% del totale.

A questa variazione negativa si è contrapposto un nuovo lieve aumento delle esportazioni sul “piccolo” mercato del Canada (+1,5%).

Sostanziale arretramento (-5,5%) anche per le esportazioni sui meno rilevanti mercati dell’America centro meridionale, dove è da notare la pesante caduta delle esportazioni in Brasile (-17%).

 

ASIA

Verso il complesso dei mercati asiatici è stato indirizzato il 13,8% delle vendite all’estero regionali, pari a 2.792 milioni di euro, in flessione del -2,1%, risultato che è frutto di andamenti contrapposti.

Le vendite sul complesso dei mercati del Medio Oriente, che incidono per il 4,2% del totale delle esportazioni regionali, hanno continuato a crescere accelerando decisamente il ritmo: + 9%, pari a 854 milioni di euro. In particolare, quelle rivolte agli Emirati Arabi Uniti sono aumentate del +21,5%.

Bene l’export regionale sui mercati dell’Asia centrale (+7,8%), che però incidono solo per l’1,6% e quindi sono soggette a notevoli oscillazioni. Al risultato ha contribuito in buona parte l’India con +12,9%.

Ma l’andamento sui mercati asiatici è stato determinato dal proseguire della netta tendenza negativa, -8,7%, dei mercati dell’Asia orientale che incidono per l’8% delle esportazioni regionali.

In particolare, il dato continua a risentire delle difficoltà sul mercato cinese: le esportazioni regionali destinate verso Cina, Hong Kong e Macao sono diminuite del -11,9%, riducendo l’export regionale a 553 milioni di euro, pari al 2,7% del totale.

Risultato opposto per le vendite verso il Giappone: aumentate di quasi il 12%, hanno raggiunto i 481 milioni di euro e il 2,4%.

AFRICA

Nel terzo trimestre 2025 le esportazioni regionali verso l’Africa hanno proseguito decisamente la loro recente tendenza positiva: sono aumentate del +11,3%, per un valore di 641 milioni di euro. Rappresentano ora il 3,2% del totale. Sono state sostenute da andamenti positivi sia sui mercati dell’Africa settentrionale (+7,9%), sia su quelli dell’Africa centro meridionale (+16,2%).