Seduta caratterizzata dalla stabilità, quella del 24 marzo nella sede reggiana della Camera di commercio dell’Emilia, con i mercati che mostrano un andamento generalmente regolare, secondo le indicazioni delle Commissioni tecniche, che hanno aggiornato i listini prezzi sulla base delle informazioni raccolte tra gli operatori.

Nel comparto del bestiame bovino, foraggi e paglia, i bovini da macello mantengono quotazioni stazionarie, mentre quelli da allevamento e da riproduzione evidenziano maggiore vivacità: i vitelli da latte di 1° qualità si attestano a 4,10 e 4,55 euro al chilogrammo con un aumento di 10 e 5 centesimi. Tra i foraggi e la paglia, il mercato rimane calmo, con l’eccezione del fieno 1° taglio 2025 in calo di 50 centesimi (prezzo massimo 15,50 al quintale).

Nel settore dei cereali, farine e proteici, i cereali mostrano un andamento stabile, con il risone Arborio in aumento di 20 euro alla tonnellata e il riso Arborio di 40 euro alla tonnellata arrivando ad un massimo di 1390 euro.

La crusca e i cruscami di grano tenero e duro registrano rialzi compresi tra 8 e 10 euro alla tonnellata, così come il farinaccio di grano tenero, che si attesta fino a 236 euro alla tonnellata.

Tra i proteici la polpa di bietole secche cresce di 10 euro alla tonnellata.

Nei lattiero-caseari, lo zangolato di creme fresche per la burrificazione mostra un calo di 5 centesimi (1,95 euro al chilogrammo). Invece, il Parmigiano Reggiano mostra un mercato attivo, con aumenti per tutte le stagionature, tra le quali la 30 mesi ed oltre segna un rialzo di 10 centesimi, fino ad arrivare a 18,45 euro al chilogrammo.

Infine, il comparto dei vini, mosti e uve resta stazionario.

Nel complesso, a Reggio Emilia il mercato si conferma stabile, con rialzi concentrati principalmente tra cereali selezionati e Parmigiano Reggiano, mentre il resto dei settori procede senza variazioni rilevanti.