
Due appartamenti situati nello stesso edificio a Montecchio Emilia, confiscati alla criminalità organizzata, verranno destinati ad attività di accoglienza abitativa e come spazio socio-educativo multifunzionale. Questa mattina si è svolta l’inaugurazione ufficiale dell’immobile in via Matteotti, alla quale ha partecipato anche l’assessora regionale alla Legalità, Elena Mazzoni.
Secondo Mazzoni, la giornata segna un importante traguardo: la conclusione del percorso di recupero di questi beni e l’inizio della loro nuova funzione sociale. Ha dichiarato che la lotta alla criminalità organizzata rappresenta una priorità per l’amministrazione regionale e che il recupero e riutilizzo dei beni confiscati è una misura concreta per restituire alla collettività spazi sottratti alle mafie, destinandoli a finalità sociali. L’assessora ha inoltre espresso orgoglio per l’inaugurazione del nuovo spazio a beneficio dei cittadini di Montecchio Emilia e dei territori vicini.
L’intervento su questi appartamenti ha richiesto un investimento complessivo di 120mila euro, cofinanziati dalla Regione Emilia-Romagna con 96mila euro e dal Comune con i restanti 24mila euro. L’iniziativa fa parte degli Accordi di programma per la Legalità previsti dalla legge regionale n. 18/2016. La Regione Emilia-Romagna, riconoscendo il ruolo cruciale dei Comuni nel riutilizzo dei beni sottratti alla criminalità organizzata, destina risorse significative al recupero e alla valorizzazione di tali immobili con finalità sociali e istituzionali. Nello specifico, i due appartamenti confiscati fanno parte del patrimonio immobiliare sequestrato alla criminalità organizzata, una conseguenza diretta anche del processo Aemilia. In questo contesto, la Regione supporta i Comuni sia dal punto di vista tecnico che economico, nella consapevolezza dell’importante valore civico e simbolico legato al riutilizzo di tali beni.
Dal 2011, l’amministrazione regionale ha stanziato oltre 7,8 milioni di euro per finanziare progetti di recupero e riutilizzo dei beni confiscati. Questo impegno sarà ulteriormente rafforzato nel bilancio 2025–2027. In provincia di Reggio Emilia, gli investimenti regionali previsti ammontano a circa 350mila euro per il 2025, volti a finanziare tre interventi principali. Tra questi, spicca il progetto “Beni Liberati, Comunità Rigenerate” del Comune di Reggio Emilia, che ha portato al recupero di due immobili confiscati a Rivalta e Pieve Modolena. Questi edifici sono stati destinati a supportare famiglie in temporanea condizione di disagio abitativo, adulti soli, donne vittime di violenza e per servizi socio–educativi.
Il progetto, strettamente legato all’inchiesta Aemilia, ha avuto un costo totale di 400mila euro, di cui 320mila finanziati dalla Regione. Ulteriori iniziative contro il radicamento mafioso e per la prevenzione del disagio giovanile sono state attuate in varie località della provincia reggiana. Questi progetti si sono svolti nelle scuole e attraverso attività educative di strada. Inoltre, a Rubiera è stato realizzato un intervento dedicato alla promozione della cultura della legalità e della cittadinanza attiva, che ha incluso laboratori scolastici, incontri con magistrati e testimoni, eventi pubblici e percorsi culturali.




