
Il progetto – che unisce un laboratorio educativo, una sperimentazione tecnologica e un modello di coltivazione innovativo – ha visto bambine e bambini coinvolti nella realizzazione della torre idroponica, un sistema verticale di coltivazione senza suolo in cui le piante crescono in moduli sovrapposti grazie ad acqua arricchita di nutrienti. La torre è stata poi installata presso il Multiplo Centro Cultura di Cavriago dove il sistema continuerà a essere utilizzato per attività didattiche e produrrà ortaggi freschi a disposizione della comunità.
I bambini e le bambine della scuola primaria, guidati dagli educatori di Coop Accento, hanno analizzato e testato in classe la coltivazione idroponica, approfondendo il funzionamento di un sistema di coltivazione fuori suolo che utilizza una pompa per far circolare acqua e nutrienti, permettendo alle radici un assorbimento efficiente ed una crescita rapida. L’attività ha integrato competenze legate alla sostenibilità ambientale, al risparmio idrico ed energetico, all’uso di fonti rinnovabili e di LED a spettro solare, fino all’uso di sensori per il monitoraggio di pH e conducibilità elettrica dell’acqua.

“La torre idroponica – prosegue l’assessore Brami – rappresenta infatti un esempio concreto di agricoltura urbana sostenibile: grazie al ricircolo dell’acqua riduce significativamente i consumi rispetto alle tecniche tradizionali, ottimizza lo spazio e limita l’uso di prodotti chimici. Allo stesso tempo, offre un’opportunità continua di apprendimento e sperimentazione per scuole, famiglie e cittadini”.
Installata negli spazi del Multiplo, la struttura diventa ora un presidio permanente di educazione ambientale e innovazione, oltre a ospitare nuovi laboratori, che integrano idrocoltura, stampa 3D e intelligenza artificiale, e attività divulgative, sarà infatti anche produttiva: insalate fresche ed erbe aromatiche e chissà, un giorno forse anche le fragole, saranno coltivate direttamente in loco e rese disponibili a chi vorrà, rafforzando il legame tra conoscenza, sostenibilità e comunità.
Con Orticelli Ribelli, la scuola esce dall’aula e diventa parte attiva della città, contribuendo a costruire modelli replicabili di innovazione sostenibile e partecipata.




