Strade e borghi che si preparano ad accogliere il passaggio delle atlete e degli atleti, iniziative enogastronomiche collaterali che raccontano il legame della nostra terra con le due ruote e il coinvolgimento di territori e comunità lungo tutto il percorso.

L’Emilia-Romagna si prepara ad accogliere il grande ciclismo con il passaggio della 109esima edizione del Giro d’Italia (in programma dall’8 al 31 maggio), confermando il proprio ruolo tra le regioni di riferimento per gli eventi sportivi di rilievo internazionale.

Quest’anno la corsa rosa attraverserà il territorio regionale con la 9^ tappa, il 17 maggio, da Cervia (Ra) al Corno alle Scale (Bo), in un tracciato che dalla costa romagnola risale verso l’Appennino fino all’arrivo in quota nel bolognese.

L’Emilia-Romagna sarà inoltre protagonista anche del ciclismo femminile, con tre tappe della 36esima edizione del Giro d’Italia Women (in programma dal 30 maggio al 7 luglio): la partenza inaugurale il 30 maggio da Cesenatico (Fc), quindi il 4 giugno con arrivo a Brescello (Re) e il 5 giugno con partenza da Sorbolo-Mezzani (Pr).

Un ritorno che conferma il legame tra l’Emilia-Romagna e il grande ciclismo, tra eventi storici come il Giro dell’Emilia e i passaggi della corsa rosa nel territorio, da Savignano sul Rubicone a Cesena. Alle spalle, un sistema bike strutturato: oltre 9mila chilometri di percorsi ciclabili, 20 itinerari organizzatie più di 500 strutture bike friendly, con circa 500mila arrivi e più di 2 milioni di presenze cicloturistiche (dati 2025), con un impatto economico superiore ai 20 milioni di euro.

“L’Emilia-Romagna è da sempre terra di ciclismo e accoglie il ritorno del Giro con la consapevolezza di ospitare uno degli eventi sportivi più rilevanti a livello europeo, capace di attraversare territori diversi, dalla costa all’Appennino, e di coinvolgere le comunità locali lungo tutto il percorso- sottolineano il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessora regionale a Turismo e Sport, Roberta Frisoni-. È un appuntamento che porta visibilità internazionale, ma soprattutto genera valore diffuso, mettendo in relazione sport, promozione dei territori e sistema economico. Come Regione stiamo portando avanti un investimento strutturale che tiene insieme sport e turismo, infrastrutture e servizi, grandi eventi e capacità organizzativa, con l’obiettivo di rendere questo ambito sempre più integrato nelle politiche di sviluppo regionale. Non si tratta solo di ospitare manifestazioni di rilievo, ma di consolidare un sistema capace di generare continuità, qualità dell’offerta e opportunità per i territori. Il mondo delle due ruote è oggi una componente stabile di questo percorso, sostenuto da una rete diffusa di ciclovie, servizi e strutture dedicate e da un lavoro condiviso con enti locali e operatori. Un ambito che cresce per domanda e capacità di attrazione e che contribuisce in modo concreto all’economia locale, rafforzando l’attrattività complessiva dell’Emilia-Romagna”.

Il cicloturismo in Emilia-Romagna

Il sistema cicloturistico regionale si distingue per una rete articolata che attraversa città d’arte, borghi storici, colline e aree naturali: dalla Ciclovia del Sole, asse europeo EuroVelo 7, alla Via Romagna, fino ai percorsi della Food Valley e delle Ciclovie dei Parchi. Un’offerta capace di intercettare target diversi, dallo sportivo al turismo slow, anche grazie alla crescente diffusione delle e-bike. Accanto al Giro d’Italia, il calendario 2026 conferma il posizionamento internazionale della regione con eventi come Velo-city a Rimini, l’Italian Bike Festival, le principali Granfondo e competizioni di triathlon (Iron Man) e mountain bike.