
Una pluralità di voci, storie, competenze e geografie che riflette la ricchezza della città e contribuisce a costruire politiche più vicine ai bisogni reali delle persone e delle comunità.
Il Forum si è riunito per la prima volta mercoledì 6 maggio a Palazzo d’Accursio e in modalità online per l’insediamento ufficiale e per l’elezione del proprio Coordinamento composto dalle referenti di 3 diverse associazioni. Si tratta delle associazioni Ass. Dominicana Hermanas Mirabal de Bologna APS, con Glenys Poche e Andreina Jimenez, Selam Aps con Berhane Menghis Bietelijem e Aleksander Tekeste e Status Equo, con Asmeret Yemane e Michelle Rivera.
Il Forum è un nuovo spazio di democrazia partecipativa, un luogo di incontro e di dialogo e uno strumento operativo, con tre funzioni fondamentali:
- Consultiva: su richiesta dell’Amministrazione, per fornire pareri qualificati su temi specifici.
- Propositiva: su impulso del Forum, per sottoporre al Comune nuovi progetti, servizi e metodologie di intervento.
- Co-programmazione: per contribuire alla costruzione di una visione condivisa sulle politiche pubbliche, a partire dall’esperienza diretta di chi vive la città nei suoi diversi territori.
“Il Forum nasce in una fase storica segnata da razzismo, discriminazioni e discorsi pubblici che provano a restringere il perimetro dell’appartenenza e della cittadinanza. Proprio per questo rappresenta una scelta politica chiara: rafforzare gli strumenti di partecipazione e riconoscere pienamente il protagonismo delle cittadinanze che abitano Bologna”, dichiara Erika Capasso, delegata ai Quartieri e alle Nuove Cittadinanze -. “Il suo valore sta anche nel metodo con cui è stato costruito: non attraverso un modello calato dall’alto, ma grazie a un percorso condiviso in cui le realtà coinvolte hanno potuto sperimentare, immaginare e definire insieme il funzionamento e l’identità in divenire di questo spazio. È un riconoscimento concreto del valore politico delle voci, delle esperienze e delle vite delle persone con background migratorio e internazionale, che non sono ospiti – più o meno graditi – nella nostra città ma soggettività pienamente parte, attive nella produzione di pensiero, proposta, relazioni, cura e futuro per la città”.
Costruire servizi e politiche insieme a chi li attraversa quotidianamente permette di ridurre il rischio di discriminazioni istituzionali e sistemiche. Quando l’Amministrazione ascolta e coinvolge in modo strutturato le realtà meno rappresentate, i servizi diventano più accessibili, più efficaci e più capaci di rispondere ai bisogni reali della popolazione. Gli spazi di rappresentanza e partecipazione rafforzano inoltre il senso di appartenenza, avvicinano le comunità al modello dell’amministrazione condivisa e contribuiscono a rendere le politiche pubbliche più giuste, inclusive e aderenti alla complessità della città. Il Forum valorizzerà in particolare il protagonismo delle donne migranti, delle nuove generazioni e delle soggettività che spesso faticano a trovare pieno riconoscimento nei luoghi ordinari della decisione pubblica.
Il modello sperimentale del Forum
Tante città europee si sono dotate di piattaforme di rappresentanza e dialogo tra le autorità locali e i gruppi sottorappresentati, e nei mesi scorsi al Centro Interculturale Zonarelli sono stati valutati insieme per individuare un modello funzionale all’obiettivo di passare dalla semplice accoglienza a una cittadinanza attiva e sostanziale.
Il Forum di Bologna, prendendo spunto dalle esperienze di altre città ed adattandole alla propria realtà locale, opererà su due livelli, per garantire inclusività, accessibilità e prossimità: attraverso incontri aperti a gruppi informali, singole cittadine e singoli cittadini, e mediante incontri operativi composti dai/dalle referenti delle associazioni aderenti. Si doterà di un gruppo di coordinamento e potrà incontrarsi anche in gruppi di lavoro tematici.
Queste sono le 30 realtà associative che hanno aderito al percorso di ideazione del Forum, coordinato dal Settore Semplificazione Amministrativa e Cura delle Relazioni con la Cittadinanza:
- Aipilv (Africa Occidentale)
- Le Aquile (Albania)
- Al Moubadara Emilia Romagna
- Aprimondo
- Associazione Guineana dell’Emilia-Romagna (Ager) di Bologna
- Aifcom Aps – Associazione Italiana Famiglie e Coppie Miste
- Belarusbo
- Comunita’ Eritrea in Emilia Romagna
- Donne Eritree di Bologna
- Sconfinamenti
- Semiospiti
- Andlay
- Ass. Dominicana Hermanas Mirabal de Bologna APS
- Status Equo
- Famiglie Insieme
- Comunità Islamica di Bologna Aps
- Abad Odv
- Associazione Raggi di Sole Aps (Filippine)
- Avvocato di Strada Odv
- MIT – Movimento Identità Trans Aps
- Women’s Nest Org
- International Women’s Forum Aps
- Fondazione Scuola di Pace di Monte Sole
- Associazione Lavoratori Marocchini in Italia – ALMI
- Cassero LGBTQIA+ Center
- Next Generation Italy APS
- Yeullen (Gambia)
- Diversa/mente
- Selam Aps
- Associazione Italia-Ucraina Bologna
Il progetto Nuove Cittadinanze
La nascita del Forum si inserisce in un impegno più ampio del Comune nel contrasto al razzismo strutturale e nella valorizzazione della diversità come risorsa collettiva. Il progetto strategico si sviluppa su quattro pilastri: Educazione, Cultura, Accesso ai servizi e Cerimonie pubbliche.
La Giunta ha approvato nel 2025 le linee di indirizzo per consolidare e integrare nelle attività ordinarie dell’amministrazione l’impegno nella promozione dello ius soli e dei diritti di cittadinanza.
Tra le azioni concrete previste dalla delibera figurano inoltre la creazione di un punto informativo unico per cittadine e cittadini stranieri, il potenziamento della raccolta di dati disaggregati per monitorare l’impatto delle politiche e la raccolta e valorizzazione delle storie e memorie delle diaspore e delle comunità presenti a Bologna.
L’obiettivo del progetto Nuove Cittadinanze è rendere ulteriormente strutturale e trasversale, all’interno dell’azione amministrativa, l’attenzione ai temi dell’uguaglianza sostanziale e della valorizzazione della diversità, in coerenza con le linee di mandato 2021-2026 e in continuità con diverse azioni:
- il riconoscimento simbolico dello ius soli nello Statuto e l’introduzione della cittadinanza onoraria per tutte e tutte le minori e tutti i minori stranieri residenti a Bologna;
- la costituzione dell’Ufficio Diritti e Città Plurale quale funzione trasversale all’ente
- l’istituzione del team di Diversity Manager
- l’approvazione nel 2023 del “Piano d’Azione per una città antirazzista e interculturale
- la creazione di un gruppo di lavoro intersettoriale tra diversi Dipartimenti (Welfare, Cultura, Educazione, Servizi Demografici) e di ASP Città di Bologna, con il coordinamento del Settore Semplificazione amministrativa e cura delle relazioni con la cittadinanza, ed in particolare dell’Unità Diritti, cooperazione e nuove cittadinanze.
Per maggiori informazioni: interculturalezonarelli@comune.bologna.it
L’adesione resta comunque aperta a tutte le associazioni, gruppi e persone interessate a partecipare e a contribuire.
È possibile aderire compilando questo form:
https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLScurYOSwFhSblwRZd4QwInn3fj0cF_MpASxdKY-CA0hqzA74w/viewform




