
Così Gennaro Ferrara, Segretario Generale CISL FP Emilia Centrale:
Il 12 maggio, Giornata internazionale dell’Infermiere, non può essere solo una ricorrenza da celebrare con qualche frase di circostanza.
Per noi della Cisl Fp Emilia Centrale è prima di tutto un’occasione per dire grazie alle infermiere e agli infermieri che ogni giorno tengono in piedi pezzi fondamentali della sanità pubblica, privata e accreditata. Lo dico anche da infermiere di formazione, prima ancora che da Segretario Generale: in questi anni ho visto cambiare profondamente la sanità, soprattutto quella territoriale. Ho visto riorganizzazioni, accorpamenti, nuovi modelli assistenziali, servizi spostati, carichi di lavoro aumentati, organici spesso insufficienti e professionisti chiamati continuamente ad adattarsi.
Una verità va detta con chiarezza: se ancora oggi tanti servizi riescono a dare risposte ai cittadini, è anche grazie alla duttilità, alla flessibilità, alla competenza e alla professionalità degli infermieri. Ma proprio per questo il ringraziamento non può diventare retorica.
Gli infermieri non hanno bisogno di essere chiamati eroi una volta all’anno. Hanno bisogno di condizioni di lavoro sostenibili, organici adeguati, sicurezza, rispetto professionale, riconoscimento economico e possibilità reali di crescita.
L’infermiere non è una semplice casella da coprire nei turni. È un professionista sanitario autonomo, con competenze, responsabilità e capacità di presa in carico della persona. È una figura centrale nell’assistenza ospedaliera, nell’emergenza, nella cronicità, nell’assistenza domiciliare e nella sanità territoriale.
Questa è la realtà della professione infermieristica di oggi: una professione che ha fatto passi avanti enormi, ma che troppo spesso viene ancora trattata dalle organizzazioni come una risorsa da spostare, comprimere o utilizzare per coprire le difficoltà del sistema.
Come Cisl Fp Emilia Centrale non facciamo promesse stratosferiche. Non raccontiamo che tutto si risolve con uno slogan. Il nostro impegno è più concreto: stare nei luoghi di lavoro, ascoltare i professionisti, raccogliere i problemi reali, portarli ai tavoli di confronto, chiedere assunzioni, difendere la sicurezza, valorizzare le competenze, sostenere chi subisce aggressioni, pretendere rispetto nei processi di riorganizzazione.
Lo facciamo ogni giorno nelle aziende sanitarie di Reggio Emilia e Modena, nei servizi territoriali, nei reparti, nei pronto soccorso, nelle strutture pubbliche e in quelle accreditate.
Sostenere gli infermieri significa difendere la qualità delle cure. Significa difendere il diritto alla salute dei cittadini. Significa difendere il Servizio Sanitario Nazionale, che resta una delle conquiste più importanti del nostro Paese e che non può essere lasciato reggere solo sulla buona volontà, sulla flessibilità e sul sacrificio quotidiano di chi lavora.
Difendere il Servizio Sanitario Nazionale non significa fare dichiarazioni astratte. Significa pretendere organici adeguati, investimenti veri, condizioni di lavoro sostenibili e rispetto per i professionisti che ogni giorno garantiscono assistenza alle persone.
Oggi diciamo grazie a tutte le infermiere e a tutti gli infermieri. Ma insieme al grazie ribadiamo una cosa semplice: la sanità si tiene in piedi investendo sulle persone, non consumandole.




