Dieci tappe tra il 2025 e il 2026, oltre 120 colloqui personalizzati e più di 100 contatti diretti con imprese, associazioni e amministrazioni locali: il Tour dei Territori degli Sportelli Vivere e Lavorare in Appennino, Imprenditoria e Green per le imprese si conferma un progetto strategico per costruire prossimità e rafforzare relazioni e un punto di riferimento stabile per chi guarda all’Appennino bolognese come luogo di vita, lavoro e innovazione.

Gli Sportelli si inseriscono nell’ambito del progetto Bologna Innovation Square, la piattaforma dell’innovazione promossa da Città metropolitana e Comune di Bologna: una rete di servizi pensata per sostenere cittadini e imprese e finanziata con i fondi PNRR destinati al Piano Urbano Integrato “Città della Conoscenza – Centro ricerche ENEA Brasimone e Centro di Mobilità San Benedetto”. L’obiettivo è rendere questi territori sempre più attrattivi non solo per investimenti e infrastrutture, ma anche per competenze, occupazione e qualità della vita.

Nati con sede temporanea a Castiglione dei Pepoli, in attesa del trasferimento definitivo negli spazi rinnovati del Centro Ricerche ENEA Brasimone, gli Sportelli hanno evidenziato fin dalle prime fasi la necessità di affiancare al presidio stabile una presenza diffusa. Un’esigenza legata non solo alla volontà di incontrare direttamente amministrazioni, imprese, associazioni e cittadini, ma anche a quella di rendere più visibile e accessibile l’azione della Città metropolitana, avvicinandola ai contesti locali e ai loro interlocutori. Da questa consapevolezza è nato il tour: un percorso itinerante pensato per attivare relazioni dirette e raccogliere bisogni, criticità e potenzialità dei diversi contesti, a partire dall’ascolto.

Il 16 aprile scorso si è svolta a Camugnano la decima tappa del Tour dei Territori, a conclusione di un percorso che tra febbraio 2025 e aprile 2026 ha coinvolto complessivamente dieci Comuni dell’Appennino bolognese – Lizzano in Belvedere, Marzabotto, Monghidoro, Monzuno, Sasso Marconi, Valsamoggia, Vergato, San Benedetto Val di Sambro, Loiano e Camugnano – attraverso un format che ha previsto, in ogni tappa, un evento pubblico dedicato a un tema rilevante per il Comune ospitante, con il coinvolgimento di esperti, imprenditori, rappresentanti istituzionali e associazioni, seguito da tre giornate di sportello su appuntamento.

I numeri restituiscono la portata dell’operazione: 10 eventi pubblici, 30 giornate di sportello, oltre 120 colloqui individuali di accompagnamento nei Comuni ospitanti e più di 100 interlocuzioni con realtà locali. Un’attività che ha permesso di intercettare una pluralità di bisogni e progettualità, spesso difficilmente raggiungibili attraverso i soli canali digitali.

ll valore del Tour non si esaurisce nei dati quantitativi. La presenza nei territori ha attivato una conoscenza più profonda e capillare delle dinamiche locali, rafforzando la collaborazione con le amministrazioni e contribuendo all’emersione di traiettorie di sviluppo condivise.

“In Appennino le idee e le energie non sono mai mancate. Ci siamo quindi concentrati sulle connessioni, per attivarne di nuove, rinsaldare quelle esistenti e farle diventare opportunità”, afferma Giovanna Trombetti, responsabile dell’Area Sviluppo economico e sociale di Città metropolitana.

In diversi Comuni, gli Sportelli hanno supportato processi legati alla valorizzazione di spazi rigenerati, in una fase particolarmente significativa segnata dalla conclusione di molti cantieri e dall’insediamento, al loro interno, di nuove progettualità e attività imprenditoriali. Allo stesso tempo, hanno contribuito alla costruzione di strategie per l’attrazione di nuovi residenti, alla raccolta di dati sull’accesso alla casa e allo sviluppo di riflessioni e strumenti per la mobilità locale. Parallelamente, il contatto diretto con il tessuto socio-economico ha permesso di costruire una rete ampia e diversificata di interlocutori, rafforzando la capacità degli Sportelli di accompagnare percorsi individuali e collettivi. Le progettualità intercettate spaziano dal turismo e dalla ricettività alle filiere agricole, dal commercio di prossimità alle attività culturali e artistiche, fino ai servizi alla persona e alle nuove forme di imprenditorialità sociale. Un insieme eterogeneo che restituisce l’immagine di un territorio dinamico, attraversato da nuove energie e da una crescente domanda di supporto e connessione.

“Cresce l’interesse verso l’Appennino come luogo di vita e lavoro, soprattutto da parte di persone tra i 30 e i 40 anni, con competenze qualificate e una forte domanda di qualità della vita”, sottolinea Valentina Cuppi, sindaca di Marzabotto a supporto del Sindaco metropolitano per le Politiche per l’Appennino bolognese.

In questo contesto, il lavoro degli Sportelli si è progressivamente consolidato non solo come servizio di orientamento, ma come funzione di connessione tra soggetti diversi. Un ruolo che si traduce nella capacità di mettere in relazione persone, imprese, amministrazioni e opportunità, contribuendo a superare la frammentarietà delle iniziative e a costruire condizioni più favorevoli alla crescita dei territori.

L’esperienza maturata in questi mesi di itineranza mette così in evidenza un elemento chiave: nei territori dell’Appennino, l’innovazione nasce soprattutto dalla qualità delle relazioni che si riescono ad attivare. In questo senso, gli Sportelli operano sempre più come un presidio connettivo e relazionale: un’antenna capace di intercettare bisogni e opportunità e, allo stesso tempo, un “telaio” che intreccia competenze, risorse e soggetti diversi – imprese, enti pubblici, associazioni e cittadini – superando la frammentarietà che spesso limita i processi locali.

Questo approccio ha contribuito a rafforzare il legame tra comunità locali e dimensione metropolitana, rendendo più accessibili servizi e opportunità e favorendo la costruzione di progettualità condivise. Un percorso che continuerà nei prossimi mesi, con l’obiettivo di rendere l’Appennino sempre più un contesto attrattivo per vivere, lavorare e fare impresa, valorizzando le risorse esistenti e sostenendo nuove traiettorie di crescita.

“L’Appennino è attrattivo, ma bisogna continuare a creare le condizioni perché chi sceglie di venire qui possa restare e costruire relazioni solide con il territorio e con la città metropolitana”, conclude Valentina Cuppi.