
Così la Cisl Fp Emilia Centrale – con la segretaria Sabrina Torricelli e il dirigente Mirko Manzini – interviene dopo la lettera inviata il 14 giugno scorso a Comune di Modena, Provincia e Unione Terre di Castelli per chiedere un incontro urgente in vista della chiusura della Nuova Estense, che scatterà dal 27 giugno e proseguirà fino alla fine di luglio.
ADOTTARE MODELLO PONTE DI VEGGIA
“Non partiamo da zero – sottolinea Cisl Fp –. Lo scorso anno, durante la chiusura del Ponte della Veggia, altro snodo critico della viabilità modenese, le Amministrazioni del Distretto Ceramico e i sindacati hanno dimostrato che quando sanno ragionare insieme si riducono i disagi, si proteggono i lavoratori e si aiuta la comunità. Quella esperienza può diventare un modello anche per la Nuova Estense”.
IL PACCHETTO DI PROPOSTE
A maggior ragione, “lo strumento principe per governare il cantiere e le sue ricadute riteniamo sia un tavolo di confronto da convocare rapidamente e che resti aperto per tutta la durata dei lavori, diventando il luogo in cui realizzare un monitoraggio permanente e dare risposte efficaci – evidenziano Manzini e Torricelli –. Ci mettiamo a disposizione dei lavoratori e degli Enti interessati, anche quando le criticità dovessero emergere in territori o amministrazioni non considerati nella prima fase”.
Nel pacchetto di misure presentate da Cisl Fp figurano fino a tre giornate di smart working settimanale per i profili compatibili, l’ampliamento del lavoro agile anche a figure che oggi ne usufruiscono in modo più limitato, l’ingresso anticipato alle 7 per scaglionare gli spostamenti. E poi una tolleranza straordinaria di 15 minuti in entrata e uscita per il personale turnista e non flessibile, a partire dalla Polizia Locale, e l’attenzione prioritaria per caregiver e fragilità.
Per la Cisl Fp, infine, il tema riguarda anche la coerenza delle politiche pubbliche. Gli Enti parlano, giustamente, di mobilità sostenibile, riduzione del traffico, qualità dell’aria e benessere organizzativo. Allora, è bene ribadire che, contro i congestionamenti, più lavoro da remoto, ingressi scaglionati e turni gestiti con elasticità significano meno auto in strada, meno stress, meno ritardi e meno pressione sui servizi.
ATTENZIONE AI LAVORI A SASSUOLO
A rendere ancora più urgente il confronto c’è la concomitanza con altri cantieri sulla viabilità del distretto sassolese. “Il cronoprogramma dei lavori sulle reti idriche a Sassuolo – osservano Manzini e Torricelli – conferma che proprio nelle settimane della chiusura della Nuova Estense saranno attivi interventi su assi importanti come via Montanara, via Radici in Piano e Pedemontana. I percorsi alternativi indicati per la Nuova Estense spostano una parte significativa del traffico verso Sassuolo e la tangenziale Modena-Sassuolo, ma in quell’area sono già previste modifiche alla viabilità, deviazioni, corsie chiuse e cantieri mobili. Per molti lavoratori che scendono dalla montagna e devono raggiungere Modena il rischio concreto è un doppio collo di bottiglia. Questo conferma che non basta ragionare sul singolo cantiere: serve un monitoraggio di area vasta, capace di tenere insieme Modena, Terre di Castelli, Distretto Ceramico e Appennino”, conclude Cisl Fp.




