
Il pm della Procura felsinea, Luca Tampieri, aveva chiesto il rinvio a giudizio per sedici persone accusate a vario titolo di associazione eversiva con finalita’ di terrorismo e truffa e residenti tra l’Imolese e il Ravennate. Per gli altri dieci, tra cui le mogli di alcuni degli arrestati, c’e’ stato il proscioglimento da tutte le accuse. I cinque rinviati a giudizio, secondo gli inquirenti, sognavano di combattere la Jihad che porta dritti in paradiso. Ma nessun attentato era programmato in Italia o in Ue. Loro si stavano organizzando per andare a combattere in Iraq o Afghanistan. E per questo facevano proselitismo.
Dopo tre anni di indagini, nell’agosto scorso gli agenti hanno eseguito cinque delle sei ordinanze di custodia cautelare in carcere chieste dal pm Tampieri e concesse dal gip Rita Zaccariello.




