
Il conferimento del premio – ritirato dall’assessore alla Cura della comunità Natalia Maramotti – è legato quindi non solo alla recente riqualificazione del parco Cervi (realizzata nell’ambito del piano di valorizzazione strategica della città storica) e alla creazione del percorso del torrente Rodano (tutela, rinaturalizzazione dell’impianto idrografico, creazione di un centro naturalistico ciclo pedonale con informazioni didattiche), ma anche all’impegno complessivo del Comune di Reggio Emilia per la valorizzazione e recupero del verde all’interno del quadro disegnato dal Piano strutturale comunale e dal Piano del verde in particolare.
Il patrimonio verde di Reggio Emilia, censito con il ‘Piano del verde’ comunale, è infatti notevolmente aumentato negli ultimi anni: oggi sono oltre 40 i parchi della città e la dotazione di verde pubblico per abitante è di 56 metri quadrati. La riqualificazione del verde esistente, la progettazione delle aree in cessione e di nuove realtà verdi urbane, oltre alla manutenzioni, hanno fatto sì che oggi i metri quadrati di verde pubblico ammontino a 9 milioni di metri quadrati, pari al 25% del territorio comunale.
L’amministrazione locale ha inoltre adottato un nuovo approccio alla pianificazione territoriale che fa delle aree verdi una delle principali componenti del territorio urbano e non un elemento residuale. Verde pubblico e fasce boscate diventano infatti infrastruttura della città, ne viene incrementata la dotazione, prestando attenzione alla tutela e rinaturalizzazione del territorio e alla valorizzazione dei sistemi ambientali pregiati e dell’agricoltura di qualità. Il Comune ha quindi sviluppato una ‘governance’ che concepisce il verde come sistema ecologico per migliorare la qualità dell’aria, offrire percorsi alternativi negli spostamenti quotidiani ma anche come un bene per i reggiani, da sempre alla ricerca di aree, parchi e oasi nel cuore della città per il loro utilizzo nel tempo libero. Il valore sociale attribuito al verde pubblico è inoltre testimoniato dalla recente istituzione dell’assessorato alla Cura della comunità che ha tra i suoi compiti quello di far sì che questi spazi verdi possano essere a pieno titolo luoghi della relazione e dell’incontro e luoghi della partecipazione, soprattutto quando per la loro manutenzione si realizzano patti di collaborazione con i cittadini del territorio.



