
Attraverso l’analisi comparata dei contratti e accertamenti compiuti all’Ufficio Brevetti e Marchi della Camera di Commercio, i militari del Nucleo di Polizia Tributaria hanno constatato l’utilizzo di diverse metodologie avanzate di evasione, tra cui il ‘treaty shopping’, che consiste nell’ indebito uso, da parte della società modenese, di un regime fiscale di favore contenuto nelle convenzioni contro le doppie imposizioni stipulate tra Italia e Ungheria. L’uso fraudolento avrebbe consentito, attraverso l’interposizione di una società di diritto ungherese, di occultare i reali rapporti intercorsi tra la società modenese con una residente a Panama, dove vige un regime fiscale privilegiato.
In particolare, il sistema di evasione-elusione fiscale avrebbe permesso all’impresa – secondo le indagini delle Fiamme Gialle – ”di occultare utili attraverso la deduzione di costi che non possono essere riconosciuti, in quanto sostenuti in una società con sede in uno Stato a fiscalità privilegiata attraverso il pagamento di ‘royalties’ ossia il compenso al titolare di un brevetto o di una proprietà intellettuale, allo scopo di sfruttare lo stesso a fini commerciali”.


