
L’incontro coordinato dal giornalista Alessandro Gandino sarà l’occasione per parlare del calcio africano e dei prossimi mondiali del Sudafrica che porteranno per la prima volta gli sguardi di tutti gli sportivi del mondo su quel continente. Un occasione per parlare di sport e di vita di un continente, di riflettere come il calcio può rappresentare speranza, dolore, gioia, festa e vitalità. In Sudafrica, ad esempio, il calcio era lo sport dove Nelson Mandela e gli altri detenuti di Robben Island giocavano con un pallone fatto di stracci, uno dei pochi momenti di “evasione” dalla propria condizione di prigionieri.
L’incontro è realizzato grazie alla collaborazione di Uisp comitato di Reggio Emilia, Gabella, Polisportiva Zelig, Boorea e Reggio nel Mondo.
L’opera rappresenta un viaggio tra storie, aneddoti, morte, risate e amicizia: un vero a proprio atto d’amore verso l’Africa e il suo calcio, recitato con ironia e trasporto.
Filippo Maria Ricci nasce nel 1967 a Reggio Emilia. Cresce però a Roma, dove si laurea in Storia Contemporanea. Comincia a fare il giornalista occupandosi esclusivamente di calcio africano, e la sua professione – ormai divenuta anche una passione – lo porta in giro per l’Africa e per il mondo.
Precisamente, la scintilla tra il giornalista reggiano e l’Africa scatta quando, nel 1993, Ricci comincia a scrivere di calcio africano per la Gazzetta dello Sport. La passione per l’argomento poi non è più passata e rivive tra le pagine di “Scusate il ritardo” con emozione e umorismo. Il giornalista compie un lungo viaggio, dalla Tunisia al Sudafrica, passando per il Camerun, la Nigeria, il Ghana e altri luoghi non solo africani, per seguire partite, giocatori, tornei, allenatori, allo scopo di spiegare cosa “frena” l’unico, affascinante e imprevedibile calcio africano. Nell’opera si mescolano elementi talvolta contrastanti, come magia e morte, disorganizzazione e passione, cronica mancanza di mezzi ed entusiasmo travolgente, musica e tradizione e il non facile rapporto coi bianchi. “Scusate il ritardo” è la preziosa testimonianza di un giornalista che ha realizzato il primo album Panini dedicato all’Africa, che si è inventato editore per pubblicare un annuario e cominciare a dare una memoria storica al calcio africano e che ha ballato con Desmond Tutu quando al Sudafrica stato assegnato il Mondiale africano del 2010, il primo nella storia.




