
In realtà il Registro, istituito dal Comune di Modena, rappresenta un servizio offerto ai cittadini modenesi. Il Comune di Modena non emana codici di bioetica e si limita a custodire quanto i cittadini modenesi hanno disposto in assoluta libertà ed in ottemperanza alle “leggi” italiane (Costituzione, Leggi, Codici Deontologici dei professionisti sanitari).
Mentre la maggioranza è alle prese con un disegno di legge sul fine vita (cd Calabrò) ideologico, anti-scientifico, inapplicabile, rifiutato dai cittadini e motivo di profonde divisioni nel centro-destra (DL fermo da un anno) il Comune di Modena mette a disposizione un servizio senza costi e non costringe i cittadini a recarsi dai notai (con costi).
No all’eutanasia, no all’accanimento terapeutico, si all’autodeterminazione e alla difesa della salute nel contesto della alleanza terapeutica tra pazienti e sanitari. Sono questi sono i capisaldi di questa impostazione, le cui fondamenta vanno ricercate nella Costituzione, nei trattati internazionali, nei codici deontologici dei sanitari.
Il Registro è una atto amministrativo, che certifica l’autenticità della volontà del paziente, liberamente espressa, revocabile in ogni momento, sottoposta a verifica ogni due anni, che si propone di rendere effettivo l’esercizio del diritto all’autodeterminazione insieme con la tutela della salute.
Invece di deformare le intenzioni del Comune sarebbe il caso di adoperarsi per dare adeguati finanziamenti alla assistenza domiciliare, alla terapia del dolore e alle famiglie alle prese con i problemi legati alle malattie croniche e tra queste gli stati vegetativi permanenti. Fare lotta politica con i drammi e con le inderogabili e indisponibili libertà dei cittadini: questo è ideologico».




