
“La riforma della scuola superiore è stata attuata in modo affrettato e senza preavviso – ha detto Garagnani illustrando il documento – quindi i libri di testo prodotti dalle case editrici rischiano di essere fatti male e di finire al macero”.
L’assessore ha precisato: “I programmi sono circolati per un mese on line sotto forma di bozze, non sempre confermate nella versione definitiva. Le sorprese dell’ultimo minuto hanno poi determinato problemi irreparabili; un esempio riguarda il nuovo liceo delle scienze umane che prevede lo studio della pedagogia sin dal primo anno, ma nei libri non ve n’è traccia. I sindacati hanno chiesto un incontro urgente al Ministero – ha proseguito l’assessore – per ottenere almeno una proroga dei termini di adozione dei libri, ma non sono stati ricevuti. Quindi i docenti hanno dovuto valutare e adottare al buio i libri di testo che, tra l’altro, resteranno per i prossimi sei anni. Naturalmente i disagi ricadranno anche su studenti e famiglie che si troveranno a dover integrare con fotocopie i libri in parte inutilizzabili e in altre parti carenti. A livello locale – ha concluso Querzè -continueremo a proporre offerte formative e per l’aggiornamento dei docenti, anche se nel nuovo contratto degli insegnanti l’aggiornamento non è previsto”.
William Garagnani ha detto di condividere la risposta dell’assessore e ha sottolineato “l’importanza del testo come elemento fondante della capacità di acquisire un metodo di studio, assieme ai programmi scolastici e ai docenti”.




