
Se guardiamo ai numeri assoluti la Cantina di Carpi si conferma di gran lunga il principale produttore provinciale con quasi 342 mila quintali di uva conferita (+11,5 per cento sul dato 2009). In termini percentuali, invece, l’aumento più considerevole lo fa registrare la Cantina di Sorbara che, con 121.700 quintali, è cresciuta del 22,7 per cento rispetto alla scorsa vendemmia. Incrementi significativi hanno registrato anche le Cantine S. Croce (133.700 mila quintali, +11,6 per cento sul 2009), Formigine Pedemontana (108.500 mila quintali, con un aumento dell’8,5 per cento rispetto all’anno scorso) e Settecani di Castelvetro (48.800 quintali, pari al +15 per cento in confronto al 2009). «Le grosse quantità hanno messo alla frusta le capacità di pigiatura e vinificazione delle nostre cantine, aiutate dalla meccanizzazione della vendemmia – prosegue Piccinini – Per quanto riguarda la commercializzazione, il mercato è ancora alle prime mosse; tuttavia serpeggia un cauto ottimismo perché il Lambrusco è tornato a essere un vino di moda, molto apprezzato anche all’estero. Siamo nella serie A dei vini italiani e intendiamo restarci», conclude il presidente del settore vitivinicolo di Confcooperative Modena.




