
Quello in cui Mario Ventura trasporta il lettore è un vagabondaggio insidioso e travolgente, in bilico sul labile confine tra vita reale e vita sognata. Il violino del titolo è un violino vero, uno strumento prezioso nelle mani di una marionetta manovrata da un artista di strada: lo strumento esiste, gli spettatori si saziano della sua musica senza accorgersi che le note sgorgano dalla lontananza artificiale di un magnetofono. Ma la domanda che serpeggia inquietante nell’animo di ciascuno è: che spettacolo sta andando in scena? Chi è il misterioso giovane biondo che crea un’illusione così simile a verità?

Ventura è alla sua terza esperienza editoriale, dopo “La botte napoleonica” e “Momento di taglio”.


