
Francesca Piccinini illustrerà le peculiarità del complesso comprendente il Duomo, la torre Ghirlandina e piazza Grande, dichiarato Patrimonio dell’umanità dall’Unesco nel 1997 e oggi interessato da un progetto integrato per la realizzazione di iniziative coordinate di tutela e valorizzazione. In occasione dell’incontro sarà presentata la guida dedicata al sito modenese, curata dal Museo civico d’arte e dall’ufficio Turismo del Comune di Modena, all’interno della collana “I tesori d’Italia e l’Unesco” (Sagep).
Un breve excursus sarà dedicato ai principali siti Unesco in Italia e nel mondo e ad alcuni luoghi che attendono ancora un riconoscimento ufficiale.
L’Unesco (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura) è nata nel 1945, con il proposito di contribuire al mantenimento della pace, nel rispetto dei diritti umani e dell’uguaglianza dei popoli, attraverso i canali dell’educazione, della scienza, della cultura e della comunicazione. Una delle missioni principali dell’Unesco consiste nella protezione, nella tutela e nella trasmissione dei patrimoni culturali e naturali di tutto il mondo, alle generazioni future. Nel corso degli anni i riconoscimenti conferiti dall’Unesco si sono moltiplicati e includono quei siti che hanno valore di universalità, unicità e insostituibilità del patrimonio culturale, artistico, antropologico mondiale. Il patrimonio rappresenta l’eredità del passato, da trasmettere alle generazioni future: dalle selvagge distese del Parco nazionale di Serengeti in Africa Orientale alle piramidi d’Egitto, dalla barriera corallina australiana alle cattedrali barocche dell’America latina, i siti protetti dall’Unesco appartengono a tutte le popolazioni del mondo, al di là dei territori nei quali essi sono collocati.
Il sito di Modena è un bene di carattere monumentale, iscritto quindi sulla base di criteri culturali e definito “un capolavoro del genio creativo dell’uomo”, poiché è espressione dell’attività di due personalità d’eccezione, l’architetto Lanfranco e lo scultore Wiligelmo. La loro creazione, infatti, si propose come importante modello per tutto il Romanico padano. L’intero complesso costituito dalla Cattedrale, dalla torre Ghirlandina e dalla piazza costituisce inoltre una “testimonianza unica o quantomeno eccezionale di una civiltà o di una tradizione scomparsa”, esempio eminente di insediamento urbano legato ai valori della civiltà comunale, con il suo peculiare intreccio di funzioni religiose e civili.


