Sono oltre 100 , per l’esattezza 121, i locali commerciali ed artigianali vuoti in centro storico. E’ questo il risultato di una approfondita indagine condotta nelle scorse settimane da Confcommercio zona di Modena, che ha censito, via per via, tutti le attività che recentemente o da tempo, hanno abbassato la saracinesca.

Entrando nel dettaglio e come evidenziato dalla tabella allegata, spicca negativamente la situazione nel quadrante nord del centro, dove sono addirittura 60 gli immobili vuoti: 7 in via San Martino, 7 in via Rismondo, 6 in via Ganaceto, 5 in corso Vittorio Emanuele, 5 in via Cavour, così come nell’asse commerciale di via Taglio.

Degna di nota, dopo la chiusura della filiale della banca Carisbo e della Bottega Oltremare, la desertificazione commerciale in atto in piazza Matteotti.

Impressiona inoltre la situazione attorno alla zona-movida di via Gallucci: sono 9 i locali vuoti in rua Pioppa, 3 in corso Adriano, 2 in via Scarpa, 5 in via Mascherella.

Un altro importante asse commerciale, ossia via Selmi, presenta qualche elemento di criticità, con 5 locali vuoti: in questo caso la riqualificazione in corso del complesso del San Paolo, unitamente al progetto di valorizzazione commerciale promesso dall’Assessore Pini, dovrebbero favorire l’insediamento di nuove imprese.

Non se la passa bene l’area dell’artigianato artistico: sono 7 i locali vuoti in rua Muro, 4 in via Malatesta, 4 in via S. Eufemia, 2 in via Carteria.

L’area attorno a piazza Mazzini è invece connotata dalla presenza di locali non utilizzati da tempo: 1 in piazza, 4 in via Blasia, 2 in via Coltellini, 3 in via Torre.

“Si tratta di una situazione che preoccupa – commentano Amedeo Faenza ed Alberto Crepaldi, rispettivamente Presidente e Segretario Confcommercio zona di Modena – resa certamente più pesante dalla crisi economica in corso. Ad incidere, però, sono soprattutto i costi degli affitti commerciali, nonché l’accessibilità al centro”.

“Crediamo – continuano i due esponenti di Confcommercio – che la situazione meriti di essere posta sotto la lente di ingrandimento ed è per questo motivo che lanciamo l’idea, peraltro perseguita in altri comuni italiani, di istituire un tavolo permanente, partecipato anche dalla rappresentanza della proprietà immobiliare, incaricato di mettere in campo azioni che favoriscano l’insediamento di attività in almeno una parte dei locali attualmente vuoti”.

“Si tratta di elaborare – concludono Faenza e Crepaldi – strategie e progetti condivisi, che, da un lato, mettano in condizione imprenditori di collocare la propria attività in centro storico, e dall’altro incrementino appeal commerciale e vitalità del cuore della nostra città”.