
«Per risolvere definitivamente i problemi di instabilità della strada provinciale – spiega Pagani – abbiamo adottato una tecnica in grado di garantire una soluzione di lungo periodo, ma solo: i lavori dureranno solo due mesi e la strada non sarà mai chiusa, evitando eccessivi disagi alla circolazione in un’arteria fondamentale per questa area».
Le resine espandendosi compattano il terreno aumentando la rigidezza, quindi la stabilità del fondo. L’intervento è il frutto di un’analisi dei problemi dell’arteria, anche tramite immagini satellitari e prove penetrometriche fino a 20 metri di profondità. Sul tratto Carpi-Novi della provinciale, infatti, per la natura argillosa dei terreni che si rigonfiano e ritirano a seconda delle condizioni meteo, l’asfalto si deteriora velocemente provocando continui fenomeni di dissesto, buche, fenditure e avvallamenti.
Nel corso del sopralluogo Campedelli ha sottolineato l’importanza di risolvere i problemi del fondo stradale lungo un’arteria di grande rilievo per i collegamenti di tutta l’Unione Terre d’argine, mentre Turci ha evidenziato le ricadute positive anche sulla sicurezza della circolazione in un tratto caratterizzato da pericolose buche e avvallamenti.
Per consentire i lavori in prossimità del cantiere la circolazione avviene a senso unico alternato con velocità massima a 30 chilometri orari.
L’investimento è di oltre due milioni e 200 mila euro finanziati con le risorse che la società Autobrennero mette a disposizione delle Province attraversate dall’A22 per interventi sulla viabilità.




