
Sul paradossale aumento della tariffa, per effetto di un comportamento virtuoso di risparmio idrico, affermiamo che è contrario all’etica pubblica e rafforza la necessità di iniziare rapidamente il percorso verso una gestione pubblica dell’Acqua.
Tuttavia riconosciamo gli sforzi di ATO5 su questo aspetto, sia attraverso una modifica della programmazione dei consumi, che mira al risparmio, correggendo gli errori della passata pianificazione, sia riducendo l’aumento per la fascia di basso consumo, (che per il 2012 sarà pari all’1.5%) e che sarà inferiore all’inflazione, caricando invece l’aumento su coloro che sprecano un bene comune come è l’acqua. Chiediamo su questo punto ancora maggiore attenzione attraverso una tariffa che tenga conto dei 50 litri di acqua procapite al giorno, indicata dalle Nazioni Unite come quantità minima necessaria a ciascuna persona.
Infine “crediamo che vada preso in esame un percorso affinché gli impianti e le reti siano totalmente di proprietà pubblica – continua Basile – a partire dal depuratore di Bologna. Così come invitiamo a procedere quanto prima ad un’analisi della possibilità di ripubblicizzazione o di gestione alternativa del servizio idrico, attraverso uno studio partecipato e pubblico, che coinvolga i comitati per l’acqua pubblica archiviando l’attuale modalità di gestione di Hera”.
(SEL Bologna)



