
Il 13 febbraio scorso i prossimi congiunti del 46enne Gian Maria C. rinvenuto cadavere all’interno della propria abitazione di Montecchio Emilia la mattina dell’8 febbraio scorso, si presentavano presso la Caserma dei Carabinieri denunciando che ignoti, dopo aver sfondato la porta di ingresso utilizzando una autovettura come ariete, si erano introdotti presso l’abitazione dell’estinto congiunto asportando un basso marca Squier modello P Bass, una chitarra elettrica marca Jakson completa di custodia, una cassa amplificata marca Frontman modello 15, un monitor da computer marca Philips completo di cavo, un computer con lettore dvd marca Philips completo di mouse e tastiera ed un impianto stereo marca Sharp completo di casse e telecomando. Un furto in abitazione alquanto singolare, peraltro commesso a distanza di pochi giorni dal rinvenimento del cadavere del proprietario, che ha indotto i militari di Montecchio Emilia a rivolgere le attenzioni investigative nella stretta cerchia delle amicizie del defunto.
Un intuito investigativo azzeccato quello dei Carabinieri che acquisivano incontrovertibili elementi di responsabilità a carico dell’ indagato che convocato in caserma ha reso piena ammissione di responsabilità. Nella sua abitazione il ladruncolo occultava l’intera refurtiva, del valore di alcune migliaia di euro, che interamente recuperata è stata riconsegnata ai congiunti della vittima.




