
I festeggiamenti sono proseguiti anche col seminario che si è tenuto in Rocca dei Boiardo, al quale ha partecipato anche il prof. Roberto Farnè, ordinario di didattica generale all’università di Bologna, che ha sottolineato il ruolo della qualità del gioco come qualità della vita. “Oggi il problema è quello di offrire adeguate tipologie di esperienze di gioco, che pare quasi agli arresti domiciliari – ha detto – e si stanno perdendo importanti e fondamentali opportunità formative”. Secondo Farnè scuola e istituzioni dovrebbero preoccuparsi di costruire una sorta di “Dieta ludica”, ovvero una mappa di esperienze significative, nelle quali le diverse dimensioni di gioco sono presenti nella giusta misura e tendono ad un certo equilibrio.
I festeggiamenti si sono conclusi con una bella e significativa partecipazione all’esperienza del Ludobus e dei laboratori espressivi in piazza I Maggio, una ricca opportunità di incontri tra le generazioni attorno ai giochi tradizionali delle nostre e di altre culture, costruiti con semplici materiali. Erano presenti bambini di tutte le età, adolescenti, adulti ed anziani che si sono alternati nel corso dell’intero pomeriggio.




