Da Piacenza e Rimini in trasferta a Bologna per chiedere equità e più risorse per il welfare, “perché l’Italia si sta impoverendo e occorre ridare fiato alle famiglie per rimettere in moto l’economia”. Saranno in 5mila le pensionate e i pensionati di tutta l’Emilia-Romagna che mercoledì 31 ottobre, dalle ore 10, affolleranno gli spalti del Paladozza di Bologna (piazza Azzarita 8) per la manifestazione unitaria indetta dalle segreterie regionali di Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uil Pensionati.

Al centro dell’iniziativa – in cui interverranno anche la leader dello Spi Carla Cantone, il segretario nazionale della Fnp Loreno Coli e il segretario della Uil di Cesena Giuliano Zignani a nome delle tre confederazioni regionali – la richiesta di provvedimenti a sostegno di anziani e famiglie, dal ripristino della indicizzazione delle pensioni, al finanziamento dei fondi per il welfare (a partire da quello nazionale per la non autosufficienza, oggi ancora azzerato), fino a “una riforma fiscale equa, che non colpisca solo e sempre i più deboli” spiegano Maurizio Fabbri (segretario regionale generale Spi-Cgil), Giancarlo Bacchilega (segretario regionale Fnp-Cisl) e Rosanna Benazzi (segretario regionale generale Uil Pensionati).

“Riteniamo necessario e non più rinviabile – aggiungono i segretari dei pensionati – contrastare il processo di impoverimento che colpisce un numero crescente di italiani e che rischia di essere ulteriormente aggravato dalle ultime scelte del Governo. La politica dell’esecutivo Monti – continuano – è stata fatta di tagli e tasse, senza alcun elemento di equità verso i più deboli: non è stato chiesto nulla ai grandi redditi né si sono definitive misure per dare respiro alle famiglie, stimolare la ripresa e invertire la deriva recessiva in cui il Paese sprofonda”.

Secondo i pensionati di Cgil, Cisl e Uil, la proposta di legge di stabilità in discussione in queste settimane rende ancora più esplicita la linea del Governo: “Toglie più di quanto dà, con misure odiose che gridano vendetta, come l’aumento dell’Iva dal 4 al 10% per l’assistenza domiciliare, la retroattività della riduzione delle deduzioni fiscali, l’assenza di qualsiasi provvedimento a beneficio dei cosiddetti ‘incapienti’, poveri destinati a restare poveri”.

Ma grande attenzione i pensionati la pongono anche verso la contrattazione con la Regione e gli Enti locali. “È indispensabile – dicono i leader regionali di Spi, Fnp e Uil Pensionati – definire misure che salvaguardino e valorizzino il sistema dei servizi, senza intervenire con inasprimenti fiscali o tariffari sul reddito delle persone anziane”.

“Oggi in Italia si perde il lavoro, si produce di meno, non si fa innovazione, si mortifica la scuola e la cultura, si mortifica lo stato sociale, si amplia la distanza tra reddito, tasse e prezzi, si creano ogni giorno migliaia di nuovi poveri, in particolare donne, anziani, disoccupati – concludono Fabbri, Bacchilega e Benazzi –. Con questa manifestazione vogliamo lanciare un messaggio non solo al Governo, ma alle forze politiche che si candidano a dirigere il Paese dopo le prossime elezioni”.