
I lavoratori non iscritti a Fim e Uilm, e a volte anche gli stessi iscritti, avanzano infatti critiche sui contenuti del contratto, in particolare la riduzione della copertura per i primi 3 giorni di malattia e il venir meno del ruolo di contrattazione della Rsu sull’orario di lavoro.
Critiche sono mosse anche per la perdita di centralità del CCNL nella definizione di condizioni minime uguali per tutti i lavoratori, in quanto si potrà derogare in peius, sia sugli aspetti normativi che salariali, determinando condizioni differenti in ogni singola azienda.
La critica più forte è comunque espressa dai lavoratori sulla mancanza della democrazia sindacale, in quanto da parte di Fim e Uilm non è stato garantito a tutti il diritto di voto sull’ipotesi di rinnovo contrattuale.
Il voto dei soli 984 lavoratori iscritti Fim e Uilm in provincia di Modena, secondo la presunzione dei sindacati firmatari è sufficiente ad applicare l’accordo all’intera platea. Per di più di questi 984 lavoratori, solo 823 si sono espressi a favore dell’accordo. Si fa presente che in provincia di Modena i lavoratori interessati dal contratto Federmeccanica sono circa 20.000. Un’idea molto limitata di democrazia, dove meno del 5% dei lavoratori decide per tutti.
Il vero giudizio dei lavoratori non iscritti a Fim e Uilm si conoscerà solo a fine mese, al termine delle assemblee che la Fiom sta conducendo (a volte anche unitariamente) in tutti i luoghi di lavoro spiegando i contenuti dell’accordo e facendo votare tutti i lavoratori (anche gli iscritti Fim e Uilm). L’obiettivo della Fiom è puntare a rendere inapplicabile l’accordo, con l’avvallo dal voto dei lavoratori, e avere il mandato ad aprire una trattativa a livello territoriale e/o aziendale sulla base della carta rivendicativa licenziata dal Comitato centrale e dell’Assemblea nazionale dei delegati Fiom il 10-11 gennaio.
Inoltre, vorrei rilevare che, se è vero il dato dichiarato da Fim e Uilm di 1.305 iscritti ai due sindacati in riferimento al solo contratto Federmeccanica, è certamente un dato molto inferiore agli iscritti delle due organizzazioni nel 2002 (ultimo anno di tesseramento unitario Fim Fiom Uilm) che ammontavano a circa 3.400 lavoratori complessivi, riferiti ai contratti di tutto il comparto metalmeccanico.
Ciò a dimostrazione che la pratica e i contenuti degli accordi separati portata avanti da Fim e Uilm negli ultimi dieci anni, non ha determinato un aumento della loro rappresentanza, anzi è molto probabile il contrario.
E sui motivi di questo calo della rappresentanza Fim e Uilm dovrebbero riflettere!



