
Il consigliere Sandro Mandini (Idv) evidenzia come “finalmente sono stati chiariti due aspetti, che è ormai provato il rapporto causa-effetto tra i lavori e la frana e che gli spostamenti delle abitazioni sono nell’ordine dei centimetri al mese e non più dei millimetri”, e puntualizza che “se non fosse stato per un gruppo di cittadini auto-organizzati, in questo caso le istituzioni non avrebbero dato l’idea di preoccuparsi molto del territorio”. Per Andrea Defranceschi (M5s) “è falso dire che non sia una novità l’ammissione della correlazione, Autostrade ha sempre negato, c’è la firma di più di un assessore sul documento che parla di ‘coincidenza’ tra lavori e frana”.
Secondo l’assessore alla Sicurezza territoriale, Paola Gazzolo, “nessuno potrà mai dire con certezza quale sarà l’evoluzione del fenomeno, proprio per questo motivo il monitoraggio è già previsto anche per i cinque anni successivi alla fine del cantiere”. I tre obiettivi dell’assessorato sono “sicurezza, trasparenza e informazione”, assicura Gazzolo, e quindi è in programma “un bollettino ai cittadini per consentire una rendicontazione periodica e puntuale”. I tecnici del Servizio geologico regionale hanno a proposito tenuto a sottolineare che “la velocità dei lavori dopo la sospensione è significativamente inferiore a quella precedente all’interruzione, e da allora la soglia di allerta è sempre stata inferiore a quella che fa scattare l’allarme”.




