
Per quanto riguarda la nuova centrale operativa, sono stati illustrati gli interventi necessari alla riorganizzazione del servizio, che dal prossimo anno comprenderà le province di Modena, Bologna e Ferrara. Una scelta, questa, legata alla necessità di garantire un aumento delle funzionalità tecnologiche e operative del sistema di emergenza, ma soprattutto un aumento dei livelli di sicurezza e continuità di funzionamento del sistema. La nuova centrale unica del 118 sarà operativa per quanto riguarda il territorio modenese entro il giugno 2014. Entro quella data dovranno essere definiti e condivisi gli aspetti procedurali, dovrà essere formato il personale e adeguate le dotazioni tecnologiche.
Per quanto riguarda invece il fondo per la non autosufficienza, la Conferenza territoriale ha approvato il riparto delle risorse messe a disposizione dal Fondo regionale e nazionale per la non autosufficienza che, per l’anno 2013, ammontano complessivamente a 68 milioni di euro, mezzo milione in più rispetto al 2012. La ripartizione tra gli ambiti territoriali distrettuali è la seguente: 9.7 milioni al distretto di Carpi, 8.6 a Mirandola, 19.8 a Modena, 10.2 a Sassuolo, 4.8 a Pavullo, 8.8 a Vignola e 6.1 a Castelfranco.
Infine, il nuovo programma dei lavori di ripristino e consolidamento del Policlinico, alla luce dell’accurato lavoro di approfondimento realizzato dopo il cedimento, avvenuto il 24 aprile scorso, della palazzina che aveva ospitato il Reparto di Diagnosi e Cura dell’Azienda Usl. A stilarlo è stato il gruppo tecnico appositamente creato, composto da specialisti interni e tecnici esterni, rappresentanti della Regione, dell’Università e del Comitato Tecnico Scientifico per l’antisismica regionale. La loro attenzione si è concentrata prioritariamente sugli aspetti relativi al miglioramento delle condizioni operative dei cantieri e questo ha consentito di definire le migliori modalità attraverso le quali realizzare il piano d’intervento. Il piano di riqualificazione del Policlinico prevede interventi di vario tipo – consolidamenti, realizzazione di nuovi edifici, finiture, ristrutturazioni e demolizioni – ed interessa, secondo modalità differenti, i diversi edifici “storici” che compongono l’ospedale. Le sequenze di realizzazione dell’intervento sono state analizzate con l’obiettivo di ridurre i tempi complessivi delle lavorazioni che più interferiscono sulle attività dell’ospedale. Ciò comporterà alcuni ulteriori trasferimenti, ma ridurrà nel complesso i tempi di realizzazione degli interventi e il disagio degli utenti.
Per gli edifici interessati da lavori di consolidamento in due fasi si è quindi ritenuto utile, avuta la disponibilità dei necessari finanziamenti, avviare da subito anche la seconda fase per accorciare i tempi complessivi e dare continuità agli interventi. Sugli stati di avanzamento del piano saranno costantemente tenuti informati, oltre ai componenti della Conferenza territoriale, anche i rappresentanti del livello istituzionale locale e regionale che presidiano il lavoro di approfondimento in corso.




