Si sono protratte sino a notte inoltrata le indagini dei Carabinieri della Compagnia di Guastalla finalizzate a chiarire il movente che ha portato L.A. prima a scaraventare fuori strada M.B. e poi a travolgere ed uccidere suo padre Umberto Barani. Dai vari interrogatori è emerso, infatti, il carattere spigoloso dell’assassino che, in più occasioni, aveva avuto diverbi, anche per futili motivi, con il vicinato. I suoi rancori, però, erano particolarmente rivolti contro la famiglia Barani. Alcuni ammanchi dalla sua proprietà attribuiti arbitrariamente ai Barani, l’operato della nuora della vittima, agente di Polizia Municipale della Val d’Enza, il generale astio maturato nel tempo nei confronti della famiglia, sono risultati essere alla base del folle gesto di L.A.. A far da corollario alla vicenda, vi è poi la sua consueta abitudine di abusare di alcolici. Anche ieri, infatti, l’uomo è risultato avere un tasso alcolemico superiore a quello previsto.
Del tutto evidente è risultata la volontarietà di L.A. di compiere il gesto anche se, lo stato confusionale in cui versava, al momento non ha consentito di appurare con certezza se tra lui e la vittima vi fosse stato un litigio antecedente l’aggressione.
Tutti gli elementi raccolti sono ora al vaglio della magistratura.