
Il robot Spider, per le sue ridotte dimensioni, consente di eseguire interventi importanti come, in questo caso, l’asportazione di metà del colon, attraverso un unico piccolissimo foro, il più piccolo possibile, attualmente, in ambito chirurgico.
Il robot dispone di due canali flessibili, manovrabili a 360°, e di altri due rigidi, uno dedicato alla videocamera e l’altro ad un eventuale terzo strumento chirurgico.
Rispetto ai tradizionali strumenti laparoscopici, grazie ai due canali flessibili, il robot offre una maggiore maneggevolezza e precisione, e consente di operare con un’unica incisione, contro le tre o più necessarie con gli altri sistemi, accorciando in questo modo i tempi di recupero del paziente, al quale viene garantito, inoltre, un migliore risultato estetico.
In questo caso la signora ha ripreso ad alimentarsi due giorni dopo l’intervento ed è stata dimessa dopo quattro. La donna, anche dopo l’asportazione di metà colon, potrà ritornare ad una normale qualità della vita, senza bisogno di alcun supporto esterno.
Un ulteriore passo in avanti nel rafforzamento della chirurgia oncologica del colon, pancreas, fegato, stomaco e surrene, un’area che rappresenta da anni una eccellenza dell’Ospedale Maggiore.
Sono già sei gli interventi eseguiti dall’équipe chirurgica diretta da Elio Jovine (cinque all’Ospedale Maggiore e uno all’Ospedale di Bentivoglio) con la tecnica robotica Spider. Una tecnica che Jovine ha introdotto anche in Francia lo scorso 4 giugno, applicandola per la prima volta ad un intervento di colecistectomia laparoscopica. Dopo l’intervento, inoltre, Jovine ha tenuto una lezione sulla evoluzione della chirurgia robotica agli studenti del Corso Universitario di Chirurgia Laparoscopica avanzata dell’Hôpital Antoine Béclère di Parigi.




