
Composta nel 1759, l’opera è una splendida e divertente commedia che presenta un impietoso ritratto dell’ambiente degli artisti di teatro, ambiente che Goldoni conosce a fondo: può a ragione “parlarne per fondamento”, come egli stesso dichiara nella prefazione dell’opera. La vicenda, ruota attorno ad un gruppo di attori, uomini e donne, tutti pettegoli, invadenti, boriosi e intriganti che, disperati e affamati, vivono per un breve attimo l’illusione della ricchezza nella speranza di riuscire a partire per una favolosa tournée in Oriente con Alì, ricco mercante delle Smirne intenzionato a formare una compagnia d’Opera, e tornare carichi d’oro e di celebrità. Un tempo Smirne, oggi malfamata cittadina portuale della Turchia centrale, rappresentava una mecca irragiungibile, patria di nababbi ricchissimi e facoltosi, un oriente fantastico e proverbiale che per noi occidentali era appunto un luogo della memoria da immaginare ed emulare e come tale rimaneva un regno fantasioso e fantastico.
Roberto Valerio, anche bravissimo interprete del Conte Lasca, ricurvo ed appoggiato ad un bastoncino, capelli impomatati, untuoso al punto giusto, gesti lenti e rarefatti, è un perfetto demiurgo, un burattinaio cinico e cattivo che manovra i fili di questa metafora di una società alla deriva. Con un piede nella tradizione della pièce, con quella sua livrea nero pece, ed un piede nel nostro recente passato, porta a segno uno spettacolo davvero ben riuscito e ben recitato. Bravissimi tutti però, ben capitanati da Roberto Valerio: Antonino Iuorio come impagabile Carluccio, il suo numero è commovente; Valentina Sperlì, che con pose alla Valentina Cortese regala alla sua Tognina una cattiveria ed un ignavia inconfondibili; Nicola Rignanese, che reinventa il personaggio di Alì con uno slang tutto personale, esilarante e che ricorda ancora una volta atmosfere felliniane con il suo Sceicco bianco. Ma anche tutti gli altri caratteri sono ben espressi: bravi Massimo Grigò, il signor Maccario, Chiara Degani, Lucrezia, ed infine Alessandro Federico, che interpreta il seduttivo Pasqualino. Uno spettacolo nello spettacolo è Peter Weyel.
Facili prede di mediatori intriganti, di impresari furbi e rapaci, i poveri artisti scoprono a loro spese che le regole del Teatro sono eterne e che la loro vicenda scritta 250 anni fa ha un sapore grottesco di attualità. Distratti dalle loro piccole beghe e rivalità, occupati a farsi la guerra per far carriera, invidiosi di una posizione nella gerarchia di palcoscenico, di un costume più o meno sfarzoso, di un privilegio in più e soprattutto di avere una paga l’uno più alta dell’altro, non si accorgono di essere delle piccole sciocche marionette i cui fili vengono manovrati da chi detiene veramente il potere grazie alla sua posizione o al suo denaro.
Nei suoi appunti di regia scrive Roberto Valerio “L’impresario delle Smirne” è un grande affresco, una cantata corale affidata all’insieme della compagnia che lo rappresenta: ogni personaggio, dal Turco al servitore, si rivela incisivo, necessario in un “divertissement d’ensemble” che restituisce il clima lezioso e libertino dell’epoca; ma che allo stesso tempo offre l’occasione per porsi alcune domande di sconcertante attualità: che importanza ha l’Arte e in modo specifico l’Arte teatrale nella società contemporanea? E che ruolo riveste all’interno di suddetta Arte, l’attore? In quale modo è possibile riuscire a realizzare spettacoli di grande valore artistico senza adeguate risorse finanziarie?”.
Si tratta, quindi, di uno spettacolo dal carattere e dai contenuti assolutamente contemporanei e proprio per questa sua forte attualità ERT lo ha voluto inserire nella stagione scandianese che affianca testi classici a opere più contemporanee, utilizzando i diversi linguaggi che il teatro è in grado di mettere in campo. Il Boiardo vuole proporsi, infatti, alla città e al territorio intero come luogo di cultura, incontro e confronto tra persone, idee, opinioni.
Il costo del biglietto è di € 18 intero, € 16 ridotto (le persone fino ai 29 anni e oltre i 60 anni, socio coop, abbonati rassegna cinematografica Scandiano) e € 8,00 per gli studenti delle scuole superiori di Scandiano. La prevendita dei biglietti si effettua durante le sere di programmazione cinematografica (mercoledì e dal venerdì al lunedì) e il giorno stesso dello spettacolo, martedì 17 dicembre, dalle ore 16 alle 18 e dalle ore 20 a inizio spettacolo.



